Il 13 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate ha emesso il Provvedimento n. 115744/2026, introducendo una svolta operativa attesa da anni: le regole per l’accesso ai dati precalcolati necessari agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA 2026) e alla proposta di Concordato Preventivo Biennale (CPB 2026-2027) vengono finalmente stabilizzate in modo definitivo, abbandonate le proroghe annuali e integrate con la Delega Unica. Per commercialisti, consulenti del lavoro e tutti gli intermediari fiscali, si tratta di un cambiamento concreto nelle procedure quotidiane che vale la pena analizzare a fondo prima che la stagione dichiarativa entri nel vivo.
Perché questo provvedimento è diverso dai precedenti
Negli anni passati, l’Agenzia delle Entrate rinnovava ogni anno — con qualche modifica marginale — le regole per consentire agli intermediari di scaricare i dati precalcolati dei propri clienti: quei valori elaborati dall’Agenzia stessa a partire da dichiarazioni, stime catastali, dati bancari e informazioni di terze parti, che servono a calcolare il punteggio ISA e a formulare la proposta di concordato.
Con il Provvedimento n. 115744/2026, questa logica cambia. Non si tratta di una proroga, ma di una stabilizzazione strutturale: le regole operative vengono integrate nel sistema della Delega Unica introdotta dall’articolo 21 del D.Lgs. n. 1/2024, con l’obiettivo di semplificare definitivamente il lavoro degli studi professionali che gestiscono decine o centinaia di posizioni.
Che cos’è la Delega Unica e come funziona
La Delega Unica è lo strumento introdotto dalla riforma della riscossione che consente a un intermediario abilitato di accedere ai servizi dell’Agenzia delle Entrate per conto del proprio cliente tramite un unico mandato, senza dover attivare deleghe separate per ogni tipologia di servizio. Prima della sua introduzione, ottenere i dati per ISA e CPB richiedeva la cosiddetta “seconda procedura”: un iter più laborioso che prevedeva la raccolta di deleghe cartacee con copia del documento di identità del delegante e l’indicazione degli “elementi di controllo”.
Con il nuovo provvedimento, quella procedura è definitivamente soppressa. Al suo posto, il sistema prevede due canali:
- Intermediari con delega al Cassetto Fiscale: accesso tramite la delega già attiva al cassetto fiscale delegato. Nessuna novità rispetto alla procedura già consolidata.
- Intermediari senza delega al Cassetto Fiscale: attivazione del servizio specifico “acquisizione dei dati ISA e dei dati per la determinazione della proposta di CPB” direttamente tramite la Delega Unica. Non è più necessario passare per il cassetto fiscale né raccogliere documenti aggiuntivi.
Per consulenti del lavoro e HR
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Indipendentemente dal tipo di delega in uso, restano disponibili le due modalità di acquisizione che gli studi più strutturati già conoscono bene:
- Modalità massiva: l’intermediario invia via Entratel un file-elenco con tutte le posizioni dei contribuenti per cui richiede i dati. Il sistema elabora la richiesta e restituisce i file con i dati precalcolati in blocco. Ideale per studi con molti clienti ISA-applicanti.
- Modalità puntuale: richiesta singola per ogni contribuente, adatta a studi con un numero limitato di clienti soggetti a ISA o per verifiche specifiche.
La vera novità organizzativa riguarda soprattutto gli intermediari che finora si appoggiavano alla “seconda procedura”: per loro, la transizione alla Delega Unica è obbligatoria, ma porta a una semplificazione netta rispetto al processo precedente.
Cosa succede alle vecchie deleghe
Il cambio non è immediato per chi ha già deleghe attive. Le deleghe al cassetto fiscale attivate entro il 5 dicembre 2025 rimangono valide fino alla loro scadenza naturale e, in ogni caso, non oltre il 28 febbraio 2027. Entro quella data, ogni studio dovrà aver completato la migrazione verso la Delega Unica per continuare ad accedere ai dati precalcolati.
Questo significa che per la stagione ISA 2026 e per l’eventuale adesione al CPB 2026-2027, gli intermediari già attrezzati con deleghe al cassetto fiscale non devono fare nulla di urgente. Il tempo per organizzare la transizione c’è, ma è opportuno non arrivare all’ultimo minuto.
L’impatto concreto per i commercialisti
Per i dottori commercialisti che gestiscono clienti con partita IVA soggetti agli ISA, il nuovo provvedimento ha implicazioni operative immediate su tre livelli.
Il primo riguarda la preparazione della dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al periodo d’imposta 2025): per calcolare correttamente il punteggio ISA e valutare l’opportunità di aderire al CPB per il biennio 2026-2027, è indispensabile acquisire i dati precalcolati. Con le nuove regole, questa operazione è più snella per chi ha già la Delega Unica attiva.
Il secondo livello riguarda la consulenza strategica sul CPB: il concordato preventivo biennale 2026-2027 è uno strumento rilevante per molti clienti con partita IVA, in particolare per le categorie di contribuenti con redditi soggetti a forte variabilità. Valutare la convenienza dell’adesione — con scadenza prevista al 30 settembre 2026 — richiede un accesso tempestivo e preciso ai dati che solo il sistema centralizzato dell’Agenzia può fornire.
Il terzo livello è quello della gestione dello studio: consolidare le deleghe in un unico strumento riduce il rischio di deleghe scadute o non aggiornate, che in passato hanno creato problemi operativi a ridosso delle scadenze. Una gestione proattiva della Delega Unica è oggi parte integrante dell’efficienza di uno studio professionale moderno.
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L’impatto per i Consulenti del Lavoro
Anche i consulenti del lavoro che assistono clienti titolari di partita IVA con attività soggette a ISA sono direttamente coinvolti. In molti studi di consulenza del lavoro, la gestione delle pratiche legate a ISA e CPB si sovrappone con quella ordinaria delle buste paga e delle comunicazioni obbligatorie, rendendo la semplificazione operativa introdotta dalla Delega Unica particolarmente benvenuta.
In particolare, la possibilità di acquisire i dati precalcolati in modalità massiva — senza dover raccogliere documenti fisici o ripetere procedure separate per ogni cliente — consente a uno studio con molti clienti autonomi di gestire la fase di raccolta dati in modo molto più efficiente, con tempi ridotti e minore rischio di errori.
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Le scadenze da segnare in agenda
Per orientarsi in questa stagione densa di appuntamenti, ecco le date chiave da tenere sotto controllo:
- Aprile–giugno 2026: acquisizione dei dati precalcolati ISA 2025 tramite il nuovo servizio con Delega Unica o cassetto fiscale delegato.
- Entro il 30 settembre 2026: adesione al CPB 2026-2027 per i contribuenti che applicano gli ISA per il periodo d’imposta 2025 e che intendono concordare il reddito per il biennio successivo.
- Entro il 28 febbraio 2027: termine per completare la migrazione alla Delega Unica. Dopo questa data, le vecchie deleghe al cassetto fiscale non consentiranno più l’accesso ai dati precalcolati.
Pianificare per tempo queste attività — in particolare la transizione alla Delega Unica per chi non l’ha ancora avviata — è la scelta più prudente per evitare corse dell’ultimo minuto a settembre.
Le opportunità per le imprese
Dal lato delle imprese con partita IVA soggette a ISA, questo provvedimento ha un impatto indiretto ma rilevante: uno studio professionale più efficiente e aggiornato nelle procedure di acquisizione dati significa consulenze più veloci, valutazioni del CPB più accurate e minori rischi di errori nella compilazione della dichiarazione.
Per le PMI e le imprese individuali che già lavorano con uno studio digitalizzato, il consiglio è di verificare che il proprio commercialista o CDL abbia già attivato o stia attivando la Delega Unica, in modo da non incontrare ostacoli nella fase di valutazione del concordato. Per chi non ha ancora uno studio di riferimento ben attrezzato, questo è il momento giusto per contattarci e capire come i nostri strumenti possono supportare la vostra consulenza.
Il quadro più ampio: la semplificazione fiscale come processo continuo
Il Provvedimento n. 115744/2026 non è un episodio isolato. Si inserisce in un percorso di riforma dell’interoperabilità tra intermediari fiscali e Agenzia delle Entrate che ha come filo conduttore la Delega Unica. L’obiettivo dichiarato — quello di ridurre la frammentazione delle deleghe e concentrare l’accesso ai dati in un unico mandato strutturato — è coerente con la direzione generale della riforma fiscale in corso.
Per i professionisti, questo significa che investire oggi nell’aggiornamento delle procedure e degli strumenti digitali non è solo una questione di conformità normativa, ma una scelta strategica per la competitività dello studio nel medio termine. Chi arriva preparato alla stagione ISA 2026 — con le deleghe in ordine, i software aggiornati e una visione chiara su quali clienti valutare per il CPB — offre un servizio di livello superiore e costruisce un rapporto di fiducia più solido con la propria clientela.
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