Con il provvedimento dell’8 giugno 2026, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative per la presentazione delle richieste di consulenza giuridica, un istituto introdotto dalla riforma fiscale nell’ambito del rinnovato Statuto del Contribuente. Si tratta di un’importante novità per commercialisti, avvocati tributaristi, consulenti del lavoro e tutti i professionisti che operano nel campo fiscale.
Cos’è la consulenza giuridica e come si differenzia dall’interpello
La consulenza giuridica è un nuovo istituto inserito nel nuovo articolo 10-octies dello Statuto del Contribuente, introdotto dalla delega fiscale (legge n. 111/2023). Si distingue dall’interpello ordinario per caratteristiche fondamentali:
- Non riguarda il caso individuale: non è lo strumento per risolvere la situazione fiscale di un singolo contribuente, ma serve a chiarire questioni di interesse generale riguardanti l’applicazione delle norme tributarie.
- Può essere richiesta da soggetti istituzionali: ordini professionali, associazioni di categoria, enti pubblici, regioni, comuni e altri soggetti rappresentativi di interessi collettivi.
- Ha effetti più ampi: la risposta dell’Agenzia rappresenta un orientamento interpretativo di carattere generale, a beneficio di tutti i contribuenti e i professionisti interessati — non solo del richiedente.
In sostanza, mentre l’interpello risolve il dubbio di un singolo contribuente su un caso specifico, la consulenza giuridica fa chiarezza su questioni normative di portata collettiva, riducendo l’incertezza interpretativa per un’intera categoria professionale o un settore economico.
Chi può richiedere la consulenza giuridica
Il provvedimento chiarisce in modo preciso chi ha accesso a questo istituto. Possono presentare richieste di consulenza giuridica:
- Ordini professionali: CNDCEC (commercialisti e revisori legali), CNF (avvocati), CNO CDL (consulenti del lavoro) e tutti gli altri ordini rappresentativi di categorie che operano in ambito tributario.
- Associazioni di categoria: Confindustria, CNA, Confcommercio, Confagricoltura e le principali associazioni datoriali.
- Enti pubblici territoriali: Regioni, Province, Comuni, che spesso si trovano ad applicare norme tributarie nell’ambito dei tributi locali.
- Organismi rappresentativi: federazioni, consorzi e altri soggetti che tutelano interessi di una pluralità di operatori economici.
I singoli contribuenti e i singoli professionisti non possono utilizzare la consulenza giuridica: per le proprie questioni individuali rimane lo strumento dell’interpello (ordinario, probatorio, anti-abuso o disapplicativo).
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Il provvedimento definisce anche le modalità di presentazione. La domanda deve essere in forma scritta e contenere:
- L’identificazione del soggetto richiedente e la dimostrazione della propria rappresentatività rispetto all’interesse generale espresso.
- L’indicazione precisa della norma tributaria su cui si chiede chiarezza interpretativa.
- Una descrizione del contesto in cui sorge il dubbio, con riferimento a fattispecie concrete anche se non individuali.
- Il quesito giuridico formulato in modo chiaro e circoscritto, senza questioni generiche o meramente teoriche.
Le richieste vengono indirizzate alla Direzione Centrale Coordinamento Normativo dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia è tenuta a rispondere entro 90 giorni dalla ricezione della richiesta completa. La risposta, una volta formulata, viene pubblicata sul sito dell’Agenzia e su FiscoOggi, diventando un orientamento interpretativo accessibile a tutti.
Impatto per commercialisti, CDL e professionisti tributari
Per i commercialisti e gli altri professionisti fiscali, questo nuovo istituto è uno strumento prezioso. Il CNDCEC e i singoli Ordini provinciali potranno formulare quesiti interpretativi su questioni di interesse comune, ottenendo risposte ufficiali che riducono l’incertezza applicativa per tutta la categoria. Pensiamo, ad esempio, a:
- Le questioni interpretative che emergono ogni anno in sede di dichiarazione dei redditi, dove le norme lasciano margini di dubbio applicativo.
- I nuovi obblighi introdotti dalla riforma fiscale (nuovo TUIR 2026, revisione IVA, riforma dell’accertamento), su cui saranno inevitabili i dubbi applicativi iniziali.
- Le implicazioni delle direttive europee recepite nell’ordinamento italiano, spesso di difficile coordinamento con la normativa domestica.
Grazie alla consulenza giuridica, gli ordini professionali potranno agire da “cinghia di trasmissione” tra la categoria e l’Agenzia: raccogliere i dubbi più diffusi e trasformarli in chiarimenti ufficiali di portata generale.
Il contesto: la riforma dello Statuto del Contribuente
La consulenza giuridica si inserisce nel quadro della più ampia riforma dello Statuto del Contribuente, avviata con la legge delega n. 111/2023 e attuata attraverso una serie di decreti legislativi. La riforma ha profondamente rinnovato gli strumenti di dialogo tra contribuenti, professionisti e Fisco, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso tributario e favorire la compliance collaborativa. Tra le principali novità già in vigore:
- Il potenziamento del contraddittorio preventivo obbligatorio prima degli avvisi di accertamento.
- La revisione dell’interpello, con l’introduzione di nuove tipologie e la semplificazione delle procedure.
- Il rafforzamento dei principi di buona fede e affidamento del contribuente nei confronti del Fisco.
- E ora, con il provvedimento dell’8 giugno 2026, la disciplina operativa della consulenza giuridica.
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Cosa fare adesso: il ruolo degli Ordini professionali
Per i commercialisti e i consulenti del lavoro, il messaggio pratico è chiaro: coinvolgete i vostri Ordini professionali. Se nella vostra attività quotidiana incontrate dubbi interpretativi ricorrenti su norme tributarie — questioni che riguardano un’ampia platea di clienti, non solo casi isolati — segnalate queste criticità al CNDCEC o all’Ordine locale. Sono loro i soggetti legittimati a presentare le richieste di consulenza giuridica all’Agenzia delle Entrate.
Questo strumento è tanto più efficace quanto più le categorie professionali lo utilizzano in modo costruttivo e organizzato, selezionando le questioni di maggiore impatto sistematico e formulando quesiti precisi e circostanziati.
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