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Mancano meno di venti giorni alla nuova scadenza: il 20 luglio 2026 è il termine entro cui i contribuenti con partita IVA soggetti agli ISA — e i colleghi in regime forfetario o di vantaggio — devono versare le imposte risultanti dal Modello Redditi 2026. La proroga, disposta dal D.L. 22 maggio 2026, n. 89, sposta il consueto appuntamento del 30 giugno, ma introduce anche una novità che vale la pena conoscere bene: il costo del rinvio ulteriore ad agosto raddoppia rispetto all’anno scorso.

Chi può avvalersi della proroga

Il D.L. 89/2026 riconosce la proroga ai seguenti soggetti:

  • Titolari di partita IVA che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale) per il periodo d’imposta 2025;
  • Contribuenti in regime forfetario (art. 1, commi 54–89, L. 190/2014);
  • Contribuenti in regime di vantaggio (“minimi”, D.L. 98/2011);
  • Soci di società e associazioni in regime di trasparenza fiscale che esercitano attività per cui sono stati approvati gli ISA.

Rientrano nel perimetro i versamenti relativi a IRPEF, IRAP e IVA che avrebbero scadenza ordinaria al 30 giugno 2026.

Il calendario dei versamenti

Esistono tre finestre temporali per effettuare i versamenti:

1. Entro il 20 luglio 2026 — senza maggiorazione

È il termine principale della proroga. Si versano le imposte calcolate senza alcuna maggiorazione, esattamente come se si stesse rispettando la scadenza del 30 giugno. Per chi ha già adempiuto entro il 30 giugno, ovviamente non cambia nulla.

2. Entro il 20 agosto 2026 — maggiorazione dello 0,80%

Chi non riesce a versare entro il 20 luglio può farlo entro i successivi 30 giorni (il 19 agosto cade in giornata feriale, ma la sospensione ferragostana fa slittare al 20 agosto). In questo caso si applica una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo.

Attenzione: rispetto al 2025, questo interesse è raddoppiato (era 0,40%). Un segnale chiaro che il legislatore intende scoraggiare l’utilizzo sistematico del rinvio.

3. Versamento rateizzato

Chi sceglie di rateizzare deve rispettare le rate mensili con scadenza il giorno 16 di ogni mese, completando il pagamento entro il 16 dicembre 2026. La prima rata si calcola sull’importo pieno con eventuale maggiorazione se si parte da agosto.

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Chi è escluso dalla proroga

Non tutti i titolari di partita IVA beneficiano dello slittamento. Restano fermi al 30 giugno 2026 (con possibilità di versare entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%):

  • I soggetti IRES il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare e per cui il termine ordinario cade già dopo il 30 giugno;
  • I contribuenti che svolgono esclusivamente attività agricole e sono titolari solo di redditi agrari;
  • I lavoratori dipendenti e i pensionati senza partita IVA che presentano il 730 o utilizzano la dichiarazione precompilata.

Cosa devono fare concretamente i professionisti

Per i Commercialisti e i Consulenti Fiscali che assistono clienti ISA o forfettari, la proroga apre alcune possibilità operative:

  • Riorganizzare le priorità di luglio: con la scadenza al 20 luglio, i professionisti possono gestire i versamenti dei clienti con ISA in parallelo alla gestione dei dichiarativi in scadenza ad ottobre;
  • Consigliare la scelta tra luglio e agosto: lo 0,80% applicato all’intero debito fiscale può essere significativo per importi elevati. Per un debito di 10.000 euro, la maggiorazione vale 80 euro — un costo che può essere comunicato chiaramente al cliente;
  • Verificare la posizione ISA del cliente: solo i soggetti con ISA approvato per la propria attività possono usufruire della proroga; chi svolge attività per cui non esiste un ISA non è coperto.

Il ruolo degli strumenti digitali nella gestione degli adempimenti

Con scadenze che si moltiplicano e adempimenti sempre più articolati, la gestione manuale del calendario fiscale di più clienti diventa un rischio concreto di errore. Soluzioni come Libra di Wolters Kluwer — la banca dati giuridica e fiscale integrata con funzioni di aggiornamento normativo in tempo reale — permettono ai professionisti di monitorare le scadenze e accedere all’analisi delle disposizioni normative non appena vengono pubblicate in Gazzetta.

Per chi gestisce un elevato numero di posizioni fiscali, strumenti come ONE Fiscale integrano scadenziario, archiviazione documentale e supporto all’elaborazione delle dichiarazioni in un unico ambiente, riducendo il rischio di omissioni e ritardi.

Impatto per le PMI e i loro consulenti

Per le PMI con partita IVA che applicano ISA, la proroga offre un margine aggiuntivo di liquidità in un periodo tipicamente teso. Luglio è un mese di transizione fiscale — si chiude il 730, si pagano le imposte sul reddito 2025, si inizia a pianificare il secondo acconto di novembre. Avere fino al 20 luglio (anziché il 30 giugno) per organizzare la tesoreria può fare una differenza concreta.

Perché la proroga non è automatica per tutti

Un errore frequente è quello di assumere che la proroga valga per tutti i titolari di partita IVA indistintamente. In realtà, la condizione necessaria è applicare effettivamente gli ISA (o essere in regime forfetario/di vantaggio). Chi svolge attività per cui gli ISA non sono stati approvati — oppure chi è escluso per cause soggettive (periodo d’imposta non solare, attività esenti) — non rientra nel perimetro e rischia sanzioni se versa oltre il 30 giugno senza la maggiorazione ordinaria.

Riepilogo operativo

In sintesi, il quadro per il luglio 2026:

  • 30 giugno 2026: scadenza ordinaria per chi non beneficia della proroga;
  • 20 luglio 2026: termine prorogato senza maggiorazione per ISA, forfettari, minimi;
  • 20 agosto 2026: ulteriore rinvio con maggiorazione dello 0,80% (attenzione: costo raddoppiato vs 2025);
  • 16 dicembre 2026: ultima rata per chi ha scelto la rateizzazione.

Una pianificazione attenta nei prossimi giorni — con il supporto di strumenti aggiornati e di un professionista qualificato — può evitare costi inutili e ottimizzare la gestione della liquidità aziendale e professionale.


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