Il countdown è partito: dal 16 ottobre 2026 i contribuenti con debiti tributari locali potranno presentare la domanda di adesione alla cosiddetta rottamazione quinquies dei tributi locali, introdotta dal D.L. 38/2026. IMU, TARI, bollo auto e multe stradali rientrano tra i debiti definibili, a condizione che l’ente creditore abbia comunicato la propria adesione alla misura. Per i commercialisti, è il momento di contattare i clienti con pendenze verso i Comuni e le Regioni: la finestra è aperta fino al 15 dicembre 2026 e il mancato utilizzo comporta la perdita dell’opportunità.
Cos’è la rottamazione quinquies dei tributi locali
Il D.L. n. 38/2026, convertito in legge, ha esteso l’istituto della definizione agevolata dei debiti tributari — già sperimentato con la rottamazione-quater per i carichi nazionali — ai debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dagli enti locali e regionali che hanno comunicato la propria adesione entro i termini di legge. Si tratta di circa 1.500 enti tra Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
L’aderente che presenta domanda entro il 15 dicembre 2026 potrà estinguere il debito pagando il solo capitale e le spese di riscossione, con cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione o in rate bimestrali.
Quali debiti rientrano nella rottamazione
La misura riguarda i debiti tributari e non tributari affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dagli enti che hanno aderito. Tra i tributi includibili:
- IMU — Imposta Municipale Unica arretrata
- TARI — Tassa sui rifiuti non pagata
- Bollo auto — tassa di circolazione regionale
- Multe stradali — verbali affidati alla riscossione
- Altri tributi locali (canone unico patrimoniale, addizionale IRPEF regionale, ecc.)
Cosa non rientra nella misura
Rimangono esclusi dalla rottamazione quinquies AER:
- I debiti per condanne della Corte dei conti
- I tributi locali gestiti direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati
- I debiti verso enti che non hanno aderito alla misura
Per i tributi locali non inclusi nella rottamazione AER, la Legge di Bilancio 2026 (commi 102-110) consente ai singoli enti di introdurre con delibera o regolamento una definizione agevolata autonoma: è dunque opportuno verificare caso per caso se l’ente creditore abbia attivato un proprio strumento.
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Il processo si articola in tre momenti distinti:
- Entro il 15 ottobre 2026: l’Agenzia delle entrate-Riscossione pubblicherà nell’area riservata del contribuente i dati relativi ai carichi definibili. È il momento per identificare le posizioni aperte di ciascun cliente.
- Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026: finestra per presentare la domanda di adesione tramite i canali telematici di AER (sito, app, sportelli).
- Entro il 28 febbraio 2027: AER comunica al contribuente l’importo dovuto, le rate e le scadenze del pagamento.
La domanda deve essere presentata separatamente per ciascun ente creditore, indicando i carichi che si intende definire. Consiglio operativo: accedere al portale di AER già dal 15 ottobre per scaricare il prospetto dei debiti definibili e presentare la domanda nei primi giorni utili.
Le scadenze operative da segnare in agenda
Per i commercialisti che assistono clienti con pendenze verso gli enti locali, questo è il calendario delle date chiave:
- 15 ottobre 2026 — AER pubblica i dati dei carichi definibili nell’area riservata
- 16 ottobre 2026 — Apertura della finestra per le domande
- 15 dicembre 2026 — Chiusura della finestra per le domande
- 28 febbraio 2027 — AER comunica l’importo e il piano di pagamento
- 31 marzo 2027 — Prima scadenza: pagamento in unica soluzione o prima rata
Quanto si paga e come funzionano le rate
Il vantaggio principale della rottamazione è la cancellazione di sanzioni e interessi di mora: il contribuente paga soltanto il capitale originario e le spese di notifica e riscossione.
Il pagamento può avvenire:
- In unica soluzione entro il 31 marzo 2027
- In rate bimestrali, fino a un massimo di 54 rate di pari importo, con prima scadenza al 31 marzo 2027
In caso di mancato pagamento anche di una sola rata entro i termini, decade il beneficio della rottamazione: i debiti tornano alla loro piena esigibilità, con sanzioni e interessi.
Guida operativa per i commercialisti: cosa fare subito
La rottamazione dei tributi locali richiede un’attività proattiva dello studio professionale. Ecco le azioni consigliate:
- Mappatura dei clienti: identificare i clienti con potenziali debiti IMU, TARI, bollo auto o multe presso i Comuni. Utile verificare eventuali fermi amministrativi su veicoli aziendali.
- Verifica dell’ente: controllare se il Comune o la Regione di interesse ha aderito alla misura. L’elenco degli enti aderenti è disponibile sul sito AER.
- Accesso all’area riservata: dal 15 ottobre, accedere con le credenziali del cliente e scaricare il prospetto dei carichi definibili.
- Analisi della convenienza: confrontare l’importo rottamabile con quello del contenzioso eventualmente aperto: se ci sono ricorsi ancora pendenti, valutare se convenga aderire alla definizione o proseguire la lite.
- Presentazione domanda: inviare telematicamente entro il 15 dicembre, selezionando i carichi da includere.
Attenzione: l’adesione alla rottamazione comporta la sospensione dei procedimenti esecutivi e cautelari sulle somme incluse, ma non sui debiti esclusi dalla domanda.
Le novità sui tributi locali del D.Lgs. 147/2026
La rottamazione si inserisce in un contesto di profonda riforma della fiscalità locale. Il D.Lgs. 147/2026 — attuativo della delega fiscale (L. 111/2023) — ha introdotto, tra le altre novità:
- Accertamento esecutivo esteso ai tributi regionali dal 1° gennaio 2027
- IMU telematica obbligatoria dal 2027 (fine delle dichiarazioni cartacee)
- Rateazioni fino a 72 rate mensili per debiti tributari locali, in assenza di legge regionale specifica
- Avvisi bonari preventivi con 60 giorni per chiarimenti, a partire dal 2027
- Canone unico: delibere 2021-2025 da caricare sul portale del federalismo fiscale entro il 31 ottobre 2026
Per i commercialisti, il D.Lgs. 147/2026 e la rottamazione quinquies rappresentano le due facce dello stesso cambiamento: da un lato, la possibilità di regolarizzare il passato; dall’altro, un framework operativo rinnovato per il futuro.
Strumenti digitali per la gestione della fiscalità locale
Gestire in modo efficiente le pratiche di rottamazione, la ricerca normativa e l’assistenza ai clienti richiede strumenti adeguati. Libra, la banca dati con AI di Wolters Kluwer, permette di accedere in tempo reale alle circolari dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, alle normative sui tributi locali e alla giurisprudenza tributaria più recente, con ricerca semantica e sintesi intelligente dei documenti.
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Conclusioni: l’occasione da cogliere entro il 16 ottobre
La rottamazione dei tributi locali 2026 è una misura concreta, con scadenze precise e benefici immediati per i clienti. Il 15 ottobre è il momento per verificare le posizioni, il 16 ottobre il momento per iniziare a presentare le domande. Non c’è motivo di aspettare.
Lo studio che si organizza oggi — avvisando i clienti, accedendo all’area AER, analizzando i carichi definibili — si posiziona come partner affidabile nella gestione della compliance tributaria locale, differenziandosi dalla concorrenza che aspetterà l’ultimo minuto.
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