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Il 30 giugno 2026 è una data che nessun professionista, titolare di partita IVA o impresa può permettersi di ignorare. Entro questa scadenza va versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026, oltre alle altre imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Con l’avvicinarsi del termine, è fondamentale avere un quadro chiaro delle regole, delle proroghe disponibili e delle opzioni di rateizzazione.

La scadenza del 30 giugno: chi è coinvolto

Il 30 giugno 2026 rappresenta la scadenza ordinaria per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi dell’anno di imposta 2025. Sono coinvolti:

  • Lavoratori dipendenti e pensionati: devono versare entro il 30 giugno senza possibilità di proroga automatica
  • Titolari di partita IVA soggetti ISA: possono beneficiare di una proroga al 20 luglio 2026 (senza maggiorazione) o fino al 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80%
  • Contribuenti in regime forfettario o di vantaggio: stessa proroga dei soggetti ISA, al 20 luglio senza maggiorazione o al 20 agosto con +0,80%

Per tutti i contribuenti — dipendenti, pensionati e partite IVA — è inoltre possibile differire il pagamento al 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto.

Cosa si versa: saldo e primo acconto

Il versamento del 30 giugno comprende due componenti distinte:

Saldo IRPEF 2025

Il saldo è l’importo residuo dell’IRPEF dovuta sull’anno di imposta 2025, al netto delle ritenute già subite, dei crediti d’imposta e degli acconti versati in novembre 2025. Si versa solo se l’importo supera i 51,65 euro: al di sotto di questa soglia, l’imposta non è dovuta.

Primo acconto IRPEF 2026

Il primo acconto è pari al 40% dell’acconto complessivo dovuto per il 2026, calcolato — a scelta del contribuente — con il metodo storico (sulla base dell’imposta 2025) o con il metodo previsionale (stimando il reddito 2026).

Fanno eccezione i soggetti ISA e i forfettari, per i quali l’acconto si suddivide in due rate uguali al 50% ciascuna.

Se l’acconto complessivo è inferiore a 257,52 euro, il versamento è unico e va effettuato entro il 30 novembre 2026 (senza rata a giugno).

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La proroga per soggetti ISA e forfettari

Una delle novità più rilevanti di quest’anno riguarda la proroga per le partite IVA che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario.

Per questi soggetti, i versamenti di saldo e primo acconto possono essere effettuati:

  • Entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione
  • Entro il 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo

La proroga riguarda anche l’IVA e l’IRAP per i soggetti che presentano le relative dichiarazioni. È importante precisare che la proroga vale per i soggetti con ricavi o compensi non superiori al limite stabilito dalla normativa ISA.

Rateizzazione: come dilazionare il pagamento

Chi non intende o non può versare in un’unica soluzione può optare per la rateizzazione. Le regole principali sono:

  • Il saldo e il primo acconto possono essere versati fino a un massimo di 7 rate mensili
  • Le rate successive alla prima scadono entro il 16 di ogni mese
  • L’ultima rata deve essere versata entro il 16 dicembre 2026
  • Su ogni rata successiva alla prima si applica una maggiorazione del 4% annuo a titolo di interessi

Attenzione: il secondo acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Il versamento del 30 novembre va effettuato in un’unica soluzione.

I codici tributo per il modello F24

I versamenti si effettuano tramite modello F24. I dipendenti con sostituto d’imposta hanno l’importo addebitato direttamente sulla busta paga o sulla pensione; tutti gli altri devono compilare il modello F24 con i seguenti codici tributo:

  • 4001 — IRPEF Saldo
  • 4033 — IRPEF Acconto prima rata
  • 4034 — IRPEF Acconto seconda rata o unica soluzione
  • 1668 — Interessi per pagamento dilazionato (importi rateizzabili Sezione Erario)

Le altre imposte con scadenza al 30 giugno

Il 30 giugno non è solo la data del saldo IRPEF: la stessa scadenza (o la proroga ISA) riguarda anche altre imposte risultanti dalla dichiarazione:

  • IRES per le società di capitali (con esercizio coincidente con l’anno solare)
  • IRAP per imprese, professionisti e società
  • Cedolare secca sugli affitti
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF
  • Contributi INPS artigiani e commercianti
  • Contributi INPS gestione separata per professionisti senza cassa previdenziale

Le detrazioni 2026: la novità per redditi sopra 75.000 euro

Una novità importante per la dichiarazione 2026 riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro. Per questi soggetti, il calcolo delle detrazioni nella precompilata tiene conto automaticamente del cosiddetto “riordino delle detrazioni”: è previsto un limite al totale complessivo delle spese detraibili, con un tetto che si riduce all’aumentare del reddito e al variare della composizione del nucleo familiare.

I Commercialisti che assistono clienti in questa fascia di reddito devono verificare con attenzione l’impatto del riordino sull’importo finale del versamento.

Cosa fare entro il 30 giugno: una checklist pratica

Per non farsi trovare impreparati, ecco i passi operativi da seguire:

  • Verificare il regime fiscale del cliente: dipendente/pensionato o partita IVA ISA/forfettario → la scadenza cambia
  • Calcolare l’imposta dovuta con il metodo storico o previsionale, scegliendo quello più favorevole
  • Valutare l’opportunità di rateizzare per distribuire il carico fiscale fino a dicembre
  • Verificare la soglia dei 51,65 euro: sotto questa cifra il versamento non è dovuto
  • Per i soggetti ISA/forfettari, decidere se avvalersi della proroga al 20 luglio o al 20 agosto
  • Compilare il modello F24 con i codici tributo corretti

Il ruolo del Commercialista e i software per la dichiarazione

In un contesto di crescente complessità normativa, il supporto di strumenti aggiornati è determinante. Le banche dati fiscali come ONE Fiscale e le piattaforme integrate come Libra permettono ai Commercialisti di gestire con precisione le dichiarazioni dei redditi, calcolare gli acconti e verificare in tempo reale le scadenze per ogni cliente.

Chi opera con l’intelligenza artificiale applicata alla consulenza fiscale può poi sfruttare piattaforme come IPSOA InPratica per rispondere rapidamente ai quesiti dei clienti su detrazioni, acconti e proroghe — riducendo i tempi di risposta e aumentando la qualità del servizio.

Per le PMI e le imprese che devono gestire in autonomia i versamenti, la formazione dedicata sulle scadenze fiscali è un investimento che si ripaga in termini di minor rischio di sanzioni e interessi.

Le sanzioni per il mancato pagamento

Chi non rispetta le scadenze fiscali va incontro a sanzioni che possono essere evitate o ridotte tramite il ravvedimento operoso:

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione ridotta all’1/10 del minimo, pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo
  • Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione dell’1,5%
  • Ravvedimento intermediario (dal 31° al 90° giorno): sanzione dell’1,67%
  • Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione del 3,75%

Intervenire rapidamente con il ravvedimento è sempre più conveniente rispetto ad attendere un avviso di accertamento, dove le sanzioni salgono al 30% dell’importo non versato.

La scadenza del 30 giugno 2026 è alle porte: non aspettare l’ultimo momento. I professionisti dello Studio che vogliono ottimizzare la gestione delle dichiarazioni e dei versamenti possono contare sul supporto degli strumenti WKI e sulla consulenza dell’Agenzia. Contattaci per trovare la soluzione più adatta al tuo studio o alla tua impresa: compila il form sul nostro sito.

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