Dal 1° gennaio 2026 è operativo il nuovo Iperammortamento, la maxi-deduzione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) per sostenere gli investimenti in beni strumentali 4.0. Si tratta di una misura strutturale, valida fino al 30 settembre 2028, che supera il precedente regime del credito d’imposta Industria 4.0 e introduce logiche di vantaggio più ampie e accessibili.
Questo articolo è una guida pratica per commercialisti, consulenti aziendali e imprese che vogliono capire come funziona, quali beni sono agevolabili, come si calcola il beneficio fiscale e quali adempimenti bisogna rispettare.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e come funziona
L’Iperammortamento 2026 non è un credito d’imposta, ma una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali ai fini IRES e IRPEF. In pratica, l’impresa può dedurre un importo superiore al costo effettivo del bene acquistato, aumentando le quote di ammortamento e riducendo la base imponibile. Questo si traduce in un risparmio fiscale che può essere molto significativo, soprattutto per investimenti elevati.
La misura è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. A differenza del vecchio credito d’imposta che compensava le imposte dovute, qui il beneficio agisce direttamente sulla determinazione del reddito imponibile, con effetti a lungo termine lungo tutta la vita utile del cespite.
Le aliquote di maggiorazione per fasce di investimento
Il beneficio varia in base all’importo investito secondo le seguenti fasce:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- +100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro
- +50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro
Sopra i 20 milioni di euro l’investimento non è ammissibile all’agevolazione. Le aliquote si applicano in modo a scaglioni: un investimento di 5 milioni di euro beneficerà del 180% sui primi 2,5 milioni e del 100% sui successivi 2,5 milioni.
Per fare un esempio concreto: un’azienda che acquista un macchinario 4.0 da 2 milioni di euro potrà dedurre ai fini fiscali un costo pari a 5,6 milioni (2 + 180% di 2 = 2 + 3,6 = 5,6 milioni). Con un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale aggiuntivo rispetto all’ammortamento ordinario è pari a circa 864.000 euro ripartiti negli anni di vita utile del bene.
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Sono ammissibili all’Iperammortamento i beni materiali 4.0 dell’Allegato IV al decreto (macchinari, impianti e sistemi di produzione interconnessi) e i beni immateriali 4.0 dell’Allegato V (software, sistemi di intelligenza artificiale, piattaforme digitali integrati con i macchinari).
Una novità rilevante del 2026 è il ritorno dell’agevolabilità per il software, escluso nel biennio precedente, e l’inclusione degli impianti di autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo e dei sistemi di stoccaggio energetico abbinati ai beni 4.0.
Tra i beni tipicamente agevolati rientrano:
- Robot e bracci robotizzati interconnessi al sistema aziendale
- Macchine utensili a controllo numerico (CNC)
- Sistemi di monitoraggio e controllo in tempo reale
- Stampanti 3D industriali
- Software gestionale avanzato integrato con la produzione
- Sistemi ERP con moduli di intelligenza artificiale
- Impianti fotovoltaici per autoconsumo industriale
Requisiti obbligatori: interconnessione e origine
Il requisito fondamentale per accedere all’agevolazione è la interconnessione del bene al sistema informativo aziendale, secondo le specifiche tecniche previste dalla norma. Il bene deve essere in grado di comunicare in modo bidirezionale con i sistemi dell’impresa (ERP, MES, SCADA o equivalenti).
Una modifica importante introdotta dal DL 38/2026 (decreto legge del 27 marzo 2026) ha eliminato il vincolo dell’origine UE/SEE dei beni: non è più obbligatorio che i macchinari siano prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Questo amplia notevolmente la platea dei fornitori agevolabili, inclusi quelli extra-europei.
La procedura per accedere al beneficio
Per fruire dell’Iperammortamento 2026, le imprese devono seguire un iter amministrativo preciso:
- Certificazione tecnica: acquisire una perizia tecnica giurata o una dichiarazione di conformità rilasciata da un ingegnere/perito industriale abilitato, attestante che il bene possiede le caratteristiche 4.0 richieste e l’interconnessione al sistema aziendale.
- Comunicazione al GSE: trasmettere telematicamente al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), tramite la piattaforma dedicata, le informazioni sugli investimenti agevolabili prima dell’avvio della fruizione del beneficio.
- Documentazione fiscale: conservare tutta la documentazione a supporto (fatture, contratti, certificazioni tecniche, documentazione dell’interconnessione) per eventuali controlli.
A differenza del precedente credito d’imposta, non è prevista una prenotazione delle risorse né un click-day: il beneficio spetta a tutte le imprese che rispettano i requisiti, indipendentemente dall’ordine temporale delle richieste.
Chi può accedere: soggetti beneficiari
L’Iperammortamento 2026 è accessibile a:
- Imprese di qualsiasi dimensione: micro, piccole, medie e grandi imprese, sia in forma individuale che societaria
- Tutti i settori economici, inclusi commercio, artigianato, servizi avanzati e manifattura
- Lavoratori autonomi titolari di reddito d’impresa (non si applica a liberi professionisti con reddito di lavoro autonomo)
Sono invece escluse le imprese in stato di crisi, in liquidazione, sottoposte a procedure concorsuali o che non rispettano la normativa sulla sicurezza dei lavoratori e gli obblighi contributivi e retributivi.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Una delle caratteristiche più vantaggiose dell’Iperammortamento 2026 è la sua cumulabilità con altri strumenti di incentivo:
- Credito d’imposta ZES Unica: le imprese del Mezzogiorno possono sommare l’iperammortamento con il credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Economiche Speciali, massimizzando il beneficio complessivo.
- Nuova Sabatini: è cumulabile con il finanziamento agevolato per l’acquisto di macchinari, aumentando la convenienza finanziaria dell’operazione.
- Bando PNRR e fondi europei: la cumulabilità con fondi europei è ammessa nei limiti previsti dalla normativa di riferimento di ciascun bando.
Impatto per commercialisti, PMI e corporate
Per i commercialisti e i consulenti fiscali, l’Iperammortamento 2026 rappresenta una delle agevolazioni più interessanti da pianificare per i clienti imprenditori. La complessità tecnica (certificazione del bene, interconnessione, comunicazione GSE) rende essenziale un coordinamento tra il consulente fiscale e i tecnici aziendali.
Per le PMI, l’aliquota del 180% sui primi 2,5 milioni è particolarmente attraente e può dare una spinta decisiva al piano di investimenti 2026-2027. Anche investimenti relativamente contenuti (da 100.000 a 500.000 euro) generano risparmi fiscali significativi che possono finanziare parzialmente l’investimento stesso.
Le aziende corporate con piani di investimento pluriennali possono combinare l’iperammortamento con i diversi scaglioni per ottimizzare il timing degli investimenti e massimizzare il beneficio fiscale complessivo.
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Attenzione ai rischi e alle criticità
Nonostante i vantaggi, ci sono alcune criticità da tenere presenti:
- Decadenza del beneficio: se il bene viene ceduto, dismesso o delocalizzato fuori dall’UE entro il quarto anno successivo a quello di entrata in funzione, si perde il beneficio residuo e si recuperano le quote già fruite.
- Interconnessione tardiva: il beneficio spetta solo dal periodo d’imposta in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso; se l’interconnessione avviene in un esercizio successivo, il maggior ammortamento parte da lì.
- Documentazione carente: la mancanza della perizia tecnica o della comunicazione GSE può comportare la revoca dell’agevolazione in caso di controllo fiscale.
Conclusioni: una finestra strategica da non perdere
L’Iperammortamento 2026 rappresenta una delle misure fiscali più strutturate e vantaggiose degli ultimi anni per le imprese che investono in tecnologia e innovazione. La finestra temporale è ampia (fino a settembre 2028), ma pianificare per tempo gli investimenti consente di ottimizzare al meglio il beneficio e rispettare tutti gli adempimenti richiesti.
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