Dal 2 maggio 2026 il commercio elettronico internazionale si trova di fronte a una svolta normativa concreta: la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo prelievo di confine sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi, un contributo fisso che interessa milioni di acquisti online ogni anno. Una misura destinata a incidere su imprese, piattaforme digitali e consumatori — e che richiede attenzione immediata da parte di commercialisti, PMI e professionisti del fisco.
Cos’è il nuovo prelievo e-commerce e da dove nasce
La misura, introdotta dalla Legge n. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), prevede un contributo di 2 euro per ogni spedizione di valore inferiore a 150 euro proveniente da Paesi extra-UE. Il presupposto è la necessità di finanziare i costi amministrativi e doganali sostenuti dall’Agenzia delle Dogane per la gestione del crescente flusso di pacchi provenienti principalmente da piattaforme asiatiche come Shein, Temu e AliExpress.
L’Italia si è mossa in anticipo rispetto al dibattito europeo, che sta discutendo da tempo la revisione della franchigia doganale per le merci di modico valore. Una scelta che solleva questioni rilevanti sul piano giuridico, economico e operativo, solo in parte chiarite dalla Circolare Dogane n. 37/2025.
A chi si applica il prelievo: soggetti e fattispecie
Il contributo riguarda le spedizioni di merci di modico valore — ovvero con valore intrinseco fino a 150 euro — spedite direttamente da Paesi terzi verso consumatori finali in Italia. L’ambito applicativo è ampio e tocca diverse figure:
- Piattaforme di e-commerce internazionali che vendono direttamente o facilitano vendite di soggetti terzi verso l’Italia (con obblighi DAC7 già in vigore);
- Venditori extra-UE che spediscono direttamente agli acquirenti italiani;
- Spedizionieri e operatori logistici che ricevono e redistribuiscono i pacchi sul territorio nazionale;
- Consumatori finali, che potrebbero trovarsi a dover corrispondere il contributo al momento della consegna, a seconda della modalità di riscossione scelta.
Restano escluse le spedizioni sopra soglia (>€150), già soggette a dazio e IVA ordinaria, e quelle tra operatori economici intracomunitari.
Per imprese e PMI
Ogni nuovo obbligo costa ore se ordini, magazzino e contabilità non si parlano. ARCA Evolution li collega: un dato si inserisce una volta sola.
Scopri ARCA Evolution →Il nodo giuridico: tributo o contributo?
Uno degli aspetti più dibattuti riguarda la natura giuridica del prelievo. La Circolare Dogane n. 37/2025 lo qualifica come contributo a copertura delle spese amministrative, non come imposta in senso stretto. Questa distinzione non è neutra:
- Se è un tributo, deve rispettare il principio di capacità contributiva (art. 53 Cost.) e le regole comunitarie sulle misure ad effetto equivalente ai dazi;
- Se è un contributo, ha natura para-fiscale e la sua legittimità dipende dalla proporzionalità rispetto ai costi sostenuti dall’amministrazione;
- In entrambi i casi, possibili profili di incompatibilità con il diritto UE (art. 30 TFUE) non possono essere esclusi, in attesa di eventuali pronunce della Corte di Giustizia.
Per i commercialisti e i consulenti fiscali, questa ambiguità si traduce in incertezza sulla deducibilità del prelievo nei bilanci dei soggetti che lo sostengono come costo.
I nuovi modelli dichiarativi: cosa cambia operativamente
La Circolare n. 37/2025 ha introdotto nuovi modelli dichiarativi per la liquidazione e il versamento del contributo. Gli operatori abilitati alle procedure doganali semplificate possono aderire a un regime di dichiarazione periodica (mensile), con liquidazione posticipata e rendicontazione delle spedizioni gestite nel periodo.
I nuovi adempimenti includono:
- Registrazione nel sistema AIDA (sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane) per gli operatori che gestiscono volumi rilevanti;
- Tracciatura delle spedizioni soggette al prelievo con codice identificativo specifico;
- Versamento mensile tramite F24 o bonifico dedicato;
- Conservazione della documentazione per almeno 5 anni, ai fini di eventuali verifiche doganali.
Impatto su commercialisti e PMI: cosa fare adesso
Per i commercialisti che assistono clienti operanti nel settore dell’e-commerce o della distribuzione, questa novità richiede un aggiornamento immediato delle procedure di compliance. In particolare:
- Verifica della catena di approvvigionamento del cliente: i beni provengono da Paesi terzi? Ci sono spedizioni dirette al consumatore finale?
- Analisi dei contratti con le piattaforme: chi è il soggetto passivo del contributo? Il venditore, la piattaforma o il consumatore?
- Aggiornamento dei piani dei conti: come classificare contabilmente il prelievo (costo del venduto, onere fiscale accessorio)?
- Informativa ai clienti PMI che acquistano forniture da Paesi extra-UE su marketplace: il contributo si somma al prezzo di acquisto e va considerato nel calcolo del costo complessivo.
Per le PMI che vendono su piattaforme internazionali o gestiscono magazzini in Paesi terzi con spedizione diretta, è fondamentale comprendere se rientrano nella categoria di “operatori responsabili” ai sensi della Circolare Dogane. In tal caso, gli obblighi di registrazione e versamento scattano con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.
Connessione con la DAC7 e la cooperazione fiscale internazionale
Il nuovo prelievo si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla concorrenza sleale digitale. La Direttiva DAC7 (recepita in Italia con D.Lgs. 32/2023) impone già alle piattaforme digitali di comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che superano determinate soglie (30 transazioni o 2.000 euro di corrispettivi annui).
Il prelievo doganale e gli obblighi DAC7 vanno ora coordinati: le piattaforme che già comunicano i dati dei venditori stranieri potrebbero diventare anche responsabili della riscossione del contributo, in analogia con il regime IVA per i marketplace previsto dal “pacchetto IVA e-commerce” del 2021.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella gestione degli adempimenti
La complessità crescente degli adempimenti doganali e fiscali legati all’e-commerce rende ancora più prezioso il supporto di strumenti digitali avanzati. Libra, l’assistente AI di Wolters Kluwer, consente ai commercialisti di interrogare in linguaggio naturale la normativa doganale e fiscale aggiornata, ottenendo risposte contestuali e riferimenti normativi precisi in pochi secondi — senza dover sfogliare circolari e provvedimenti uno per uno.
Per la gestione completa degli adempimenti IVA connessi all’e-commerce internazionale, ONE Fiscale integra tutte le funzionalità necessarie: dal modulo IVA alle comunicazioni DAC7, dalla gestione delle dichiarazioni periodiche alle verifiche di congruità.
Prospettive europee: il prelievo italiano anticipa il dibattito UE
La mossa italiana si inserisce in un dibattito europeo ancora aperto. La Commissione UE ha proposto di eliminare la franchigia doganale per le merci sotto i 150 euro entro il 2028, rendendo di fatto tutto il commercio extra-UE soggetto a dazio e IVA. Se questa riforma venisse approvata, il contributo italiano diventerebbe redundante — ma nel frattempo le imprese italiane devono adeguarsi alla normativa vigente.
I commercialisti possono svolgere un ruolo chiave nel monitorare gli sviluppi normativi europei e nel preparare i propri clienti a scenari futuri in cui i costi di importazione da Paesi terzi aumenteranno significativamente. Chi inizia ad adeguarsi adesso avrà un vantaggio competitivo rispetto a chi aspetterà le riforme UE.
Riepilogo operativo: le 5 cose da fare subito
- Mappare i flussi di approvvigionamento dei clienti: verificare se acquistano da Paesi terzi con spedizioni dirette sotto soglia;
- Verificare la posizione del cliente rispetto agli obblighi DAC7: se vende su piattaforme, potrebbe essere già monitorato dall’Agenzia delle Entrate;
- Aggiornare i contratti con fornitori extra-UE: chi regge il prelievo? È necessario rinegoziare le condizioni di resa (Incoterms)?
- Formare il team amministrativo sui nuovi codici tributo e sui modelli dichiarativi Dogane;
- Pianificare la compliance in vista della revisione UE della franchigia doganale, prevista entro il 2028.
Per rimanere aggiornato su questa e tutte le altre novità fiscali che impattano il tuo studio, le banche dati e gli strumenti AI di Wolters Kluwer sono la soluzione più completa. Esplora i prodotti dedicati ai commercialisti e alle PMI sul nostro sito.
Gestisci un’impresa?
Ordini, magazzino e contabilità collegati. Nessun doppio inserimento.
ARCA Evolution, il gestionale ERP Wolters Kluwer per PMI: contabilità, magazzino, vendite e produzione in un unico sistema, con soluzioni verticali per settore. Installazione e assistenza le segue l’Agenzia.
Agenzie Wolters Kluwer Italia: agenti ufficiali autorizzati, un referente dedicato e trent’anni di esperienza.
Vuoi una consulenza su come adeguare il tuo studio alle novità del prelievo e-commerce 2026? Contattaci per una consulenza dedicata
Per assistenza personalizzata e per conoscere tutti gli strumenti Wolters Kluwer dedicati ai professionisti del fisco, contattaci.