A tre giorni dalla scadenza del 30 aprile 2026, la Dichiarazione IVA relativa al 2025 entra nella fase più delicata. Quest’anno il modello porta in dote una novità di sostanza: la precompilata IVA è stata estesa anche alle operazioni del 2026 e raggiunge una platea più ampia di contribuenti, inclusi numerosi soggetti ISA. Per commercialisti, imprese e studi professionali, è il momento di chiudere l’invio senza sorprese e di capire quanto la “dichiarazione semplificata” potrà davvero alleggerire i carichi di lavoro.
Scadenza 30 aprile 2026: cosa va trasmesso e come
Il Modello IVA 2026, relativo all’annualità d’imposta 2025, va presentato esclusivamente in via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. La data segna anche un mese particolarmente affollato sul calendario fiscale: oltre alla dichiarazione IVA annuale, scadono lo stesso giorno la trasmissione delle Certificazioni Uniche dei lavoratori autonomi, la finestra di adesione alla Rottamazione Quinquies e la messa a disposizione del modello 730 precompilato.
Con il provvedimento n. 51732/2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato due distinti schemi dichiarativi:
- Modello IVA 2026 ordinario, destinato alla generalità dei contribuenti;
- Modello IVA Base 2026, riservato ai soggetti con operazioni più semplici, in particolare quelli che non hanno eseguito operazioni intracomunitarie, non hanno effettuato rettifiche da pro-rata e non si trovano in particolari regimi speciali.
Sul piano operativo cambia poco rispetto al passato: l’invio avviene tramite Entratel/Fisconline o tramite intermediari abilitati, con apposizione del visto di conformità laddove necessario per la compensazione del credito IVA oltre le soglie ordinarie. Resta valido il regime di tardività: la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza è considerata tardiva e regolarizzabile con sanzioni ridotte; oltre 90 giorni si considera omessa e va trasmessa per evitare conseguenze più pesanti, ma non concorre a definire il debito d’imposta.
La precompilata IVA estesa: cosa cambia davvero per il 2026
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 42054 del 3 febbraio 2026, la sperimentazione della precompilata IVA – avviata nel 2022 sui registri e sulla LIPE – è stata estesa anche alle operazioni effettuate nel 2026. Significa che i soggetti rientranti nella platea continueranno a trovare nell’area riservata del sito dell’Agenzia:
- i registri IVA mensili precompilati, costruiti sui dati di fatture elettroniche e corrispettivi telematici;
- le bozze delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE), integrate con i versamenti F24 risultanti negli archivi del Fisco;
- la bozza della dichiarazione IVA annuale, alimentata dai dati confermati nei registri e nelle LIPE.
Chi è interessato
La platea destinataria della precompilata IVA è ormai consolidata e nel 2026 non viene formalmente ampliata: si tratta dei contribuenti che applicano la liquidazione trimestrale, comprendendo numerosi soggetti ISA, con esclusione di chi opera in regimi speciali (editoria, agenzie di viaggio, agricoltura) o con operazioni intracomunitarie particolarmente articolate. L’Agenzia delle Entrate ha però già annunciato che, nel corso dell’anno, valuterà l’estensione della platea a partire dal periodo d’imposta 2027, anche grazie all’inserimento dei dati relativi alle bollette doganali.
Conferma o modifica: l’aspetto critico per i commercialisti
La precompilata non è un automatismo. Ogni bozza va verificata, integrata e confermata: solo a quel punto produce gli effetti premiali previsti, in primis la riduzione dei termini di accertamento sui dati confermati. È qui che il ruolo del commercialista resta decisivo: la qualità del controllo sui dati alimentati dall’Amministrazione (fatture XML, corrispettivi RT, F24) determina la tenuta della dichiarazione e l’esposizione del cliente a future contestazioni. Un disallineamento tra fatture e corrispettivi, ad esempio, deve essere riconciliato prima della conferma.
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Per le imprese
Per le aziende, soprattutto PMI in regime trimestrale, la precompilata significa meno data entry e maggiore tempestività nella chiusura periodica. Ma significa anche che la qualità del dato a monte – ovvero la corretta emissione e ricezione delle fatture elettroniche – diventa il vero perimetro di rischio. Un codice IVA errato, una causale non conforme, un corrispettivo non trasmesso: tutti elementi che il sistema “vede” e che restano nelle bozze.
Per i Consulenti del Lavoro
I CDL non sono direttamente coinvolti nella dichiarazione IVA, ma la concomitanza con la scadenza del 30 aprile per le Certificazioni Uniche dei lavoratori autonomi impone un coordinamento stretto con i colleghi commercialisti, soprattutto negli studi multidisciplinari e nei rapporti con clienti gestiti a quattro mani. Una CU trasmessa in ritardo o errata può riflettersi anche sulle posizioni IVA del professionista percipiente.
Per gli studi professionali
Lo studio che gestisce la dichiarazione IVA di centinaia di clienti, in questi giorni, vive il classico collo di bottiglia di fine aprile. La precompilata aiuta, ma non sostituisce il governo del processo: presa in carico, controllo, conferma, archiviazione, trasmissione. È in questo passaggio che l’integrazione tra software gestionale e archivi dell’Agenzia fa la differenza, evitando di lavorare due volte gli stessi dati.
Errori frequenti da evitare nell’invio
- Quadro VE/VF non riconciliato con i registri IVA: la prima causa di scarti e contestazioni;
- Credito IVA da utilizzare in compensazione orizzontale oltre 5.000 euro senza visto di conformità: ricordare l’obbligo per la generalità dei contribuenti;
- Operazioni con San Marino ed estere non correttamente inserite nei quadri VJ/VI;
- Pro-rata e rettifiche: errori sui beni ammortizzabili sono tra i rilievi più ricorrenti in sede di accertamento;
- Frontespizio con dati del rappresentante o del firmatario non aggiornati a seguito di variazioni in corso d’anno.
AI, banche dati e gestionali: alleati nella corsa al 30 aprile
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Cosa fare nei prossimi giorni
- Verificare l’accesso alla precompilata IVA per i clienti che rientrano nella platea, scaricando le bozze dei registri e della LIPE.
- Riconciliare bozza dichiarativa, registri sezionali e bilanci di verifica al 31/12/2025.
- Apporre il visto di conformità per i clienti che vogliono compensare o chiedere a rimborso il credito IVA.
- Archiviare la documentazione a supporto, perché la conferma della precompilata produce effetti probatori a tutti gli effetti.
- Pianificare il post-30 aprile: già a maggio si entra nella fase di gestione della Rottamazione Quinquies, dei modelli Redditi e ISA, delle prime LIPE 2026.
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