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Il Consiglio dei Ministri del 22 giugno 2026 ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di revisione del sistema degli incentivi alle imprese, in attuazione della Legge 27 ottobre 2023, n. 160. Si tratta di un intervento strutturale che riorganizza l’intera architettura delle agevolazioni pubbliche alle imprese italiane, con conseguenze pratiche per commercialisti, consulenti d’impresa, PMI e corporate che gestiscono o pianificano accessi ai contributi statali.

Non è una semplice riforma burocratica: il decreto ridisegna le regole del gioco per chi intende attingere a Nuova Sabatini, contratti di sviluppo, voucher per la digitalizzazione e altri strumenti di sostegno pubblico, centrando al contempo una milestone fondamentale del PNRR richiesta dalla Commissione europea.

Perché il decreto era necessario

Il sistema italiano degli incentivi alle imprese era storicamente caratterizzato da una frammentazione eccessiva: decine di misure sovrapposte, gestite da amministrazioni diverse, con criteri di accesso disomogenei e scarsa integrazione tra gli strumenti. Questo quadro rendeva difficile per le imprese — e ancor più per i loro consulenti — orientarsi nel panorama delle agevolazioni disponibili, spesso con rischio di sovrapposizioni o esclusioni involontarie.

Il nuovo decreto interviene con una logica di razionalizzazione e concentrazione: l’offerta degli incentivi gestiti dalle amministrazioni centrali viene riorganizzata attorno agli strumenti ritenuti più efficaci, eliminando duplicazioni e riducendo la complessità amministrativa. L’intervento era anche necessario per rispettare gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e garantire il raggiungimento degli obiettivi concordati con Bruxelles.

Gli strumenti principali coinvolti

Il decreto MIMIT interviene su tre categorie principali di strumenti di sostegno:

Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini — lo strumento per il finanziamento agevolato all’acquisto di beni strumentali — resta operativa e viene consolidata all’interno del nuovo sistema. Le risorse già destinate alle imprese sono pienamente salvaguardate: non ci sono rischi di interruzione per le pratiche in corso o di vuoto operativo per chi ha già presentato domanda. Chi ha in corso iter autorizzativi può proseguire senza variazioni nelle procedure.

Contratti di Sviluppo

I contratti di sviluppo — pensati per grandi progetti di investimento in ricerca, innovazione, tutela ambientale e turismo — vengono riconfermati come strumento chiave nell’ambito del Fondo per la Crescita Sostenibile, che viene rafforzato e strutturato su quattro assi tematici: ricerca e sviluppo, start-up e scale-up, investimenti verdi e digitali, accesso al credito e ai capitali.

Voucher per la Digitalizzazione

Anche i voucher per la digitalizzazione e l’innovazione vengono riposizionati all’interno del nuovo sistema razionalizzato. L’obiettivo è garantire continuità agli strumenti esistenti, rendendoli però più accessibili e trasparenti per le PMI che vogliono investire in tecnologia, automazione e competenze digitali.

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Il Fondo Nazionale per l’Innovazione e il nuovo ecosistema

Tra le novità strutturali del decreto spicca il rafforzamento del Fondo Nazionale per l’Innovazione e il ruolo centrale assegnato al Fondo Garanzia PMI. Il sistema si articola ora attorno a un numero ridotto di strumenti — considerati i più idonei a coprire specifici ambiti di intervento — con una governance più lineare e criteri di accesso più chiari.

Come dichiarato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il provvedimento “prosegue il percorso di riforma avviato con il Codice degli incentivi, rispettando gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e ponendo le basi per completare il riordino con la prossima Legge di Bilancio”. Il percorso di semplificazione non si esaurisce dunque con questo decreto: ulteriori interventi sono attesi nella Manovra 2027.

Cosa cambia in pratica per imprese e consulenti

Per i professionisti che assistono le imprese nella pianificazione degli investimenti e nell’accesso ai contributi pubblici, il decreto impone un aggiornamento delle competenze e una revisione delle strategie di consulenza. Ecco i punti pratici più rilevanti:

  • Continuità operativa garantita: le risorse già stanziate e le pratiche in corso sono pienamente salvaguardate. Non ci sono rischi di blocchi o revoche automatiche.
  • Semplificazione progressiva: il sistema si orienterà verso accessi più trasparenti e meno burocratici, con benefici soprattutto per le PMI che operano senza strutture amministrative dedicate.
  • Nuovi focus tematici: gli incentivi saranno sempre più indirizzati su innovation, green economy e digital transition. I consulenti devono impostare la pianificazione degli investimenti dei clienti in questa direzione.
  • Esclusioni settoriali: restano esclusi dall’ambito applicativo del decreto i settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, che continuano a operare con le proprie discipline specifiche.
  • Completamento con la Legge di Bilancio: il quadro definitivo si completerà con la Manovra 2027. I professionisti devono monitorare gli sviluppi e aggiornare i clienti.

L’impatto sulle PMI e sulle imprese di maggiori dimensioni

Per le PMI, il nuovo sistema rappresenta un’opportunità di semplificazione concreta: meno misure, criteri più chiari, accesso più diretto alle agevolazioni rilevanti. Le imprese di piccola dimensione, spesso in difficoltà nell’orientarsi tra misure diverse con requisiti incompatibili, beneficeranno di un quadro più leggibile.

Per le imprese di maggiori dimensioni e le corporate, il decreto conferma gli strumenti per i grandi progetti di investimento (contratti di sviluppo) e apre nuove prospettive per i progetti legati a ricerca, sviluppo e transizione ecologica finanziati attraverso il Fondo Crescita Sostenibile. La qualità progettuale e l’orientamento agli obiettivi diventano criteri sempre più rilevanti nell’accesso alle agevolazioni.

Prospettiva per i commercialisti: cosa monitorare

I commercialisti e i consulenti d’impresa sono chiamati a svolgere un ruolo di presidio strategico in questa fase di transizione. Gli adempimenti più urgenti riguardano:

  • Mappatura delle agevolazioni in corso per i clienti: verificare quali strumenti sono attivi, a che punto è l’iter e se ci sono variazioni procedurali da gestire.
  • Aggiornamento delle strategie di pianificazione fiscale e finanziaria: inserire nella pianificazione degli investimenti i nuovi criteri di accesso agli incentivi razionalizzati.
  • Monitoraggio delle circolari attuative: il decreto legislativo è approvato, ma le istruzioni operative arriveranno con i decreti ministeriali e le circolari MIMIT. Tenersi aggiornati è essenziale.
  • Preparazione per la Legge di Bilancio 2027: il percorso di riordino non è concluso. I professionisti devono essere pronti a recepire ulteriori variazioni nella prossima manovra.

Il collegamento con il PNRR e gli obiettivi europei

Un elemento non secondario del decreto è il suo valore nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’approvazione definitiva del decreto segna il raggiungimento di una milestone PNRR richiesta dalla Commissione europea, con riflessi diretti sull’erogazione dei fondi europei all’Italia.

Questo significa che il riordino degli incentivi non è solo un tema di politica industriale nazionale, ma si inserisce in un quadro europeo di modernizzazione delle politiche di sostegno alle imprese. La direzione è chiara: meno frammentazione, più efficienza, maggiore orientamento agli obiettivi strategici dell’UE (green, digital, resilienza).

Strumenti per navigare il nuovo sistema

Per gestire al meglio la transizione verso il nuovo sistema degli incentivi, è fondamentale disporre di strumenti informativi aggiornati in tempo reale. Le banche dati normative e i software gestionali specializzati rappresentano un supporto indispensabile per i professionisti che devono monitorare l’evoluzione del quadro regolatorio e assistere i propri clienti nelle scelte di investimento.

Soluzioni come ONE Fiscale e Libra consentono di accedere alla normativa aggiornata, alle circolari ministeriali e alle guide operative in modo strutturato, riducendo i tempi di aggiornamento e aumentando la qualità della consulenza. Per le imprese e i loro consulenti, avere a disposizione informazioni precise e tempestive è la migliore garanzia per non perdere opportunità di finanziamento.

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