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AGENZIE WOLTERS KLUWER ITALIA

Il conto alla rovescia è avviato:il 30 settembre 2026 è l’ultima data utileper deliberare l’assegnazione o la cessione agevolata dei beni non strumentali ai soci. Un’opportunità fiscale di rilievo che consente a molte società di trasferire immobili e partecipazioni a condizioni estremamente vantaggiose, pagando un’imposta sostitutiva ridottaal posto dell’ordinaria tassazione sul reddito. Per i commercialisti, questi sono i giorni decisivi: il cliente che non viene informato rischia di perdere un’occasione irripetibile.

Cos’è l’assegnazione agevolata dei beni ai soci

L’istituto consente alle società di persone e di capitali diassegnare o cedere ai propri soci beni non strumentali— in primo luogo immobili non utilizzati nell’attività d’impresa e partecipazioni in altre società — beneficiando di una tassazione sostitutiva agevolata sulle plusvalenze. In pratica, la differenza tra il valore normale del bene e il suo costo fiscalmente riconosciuto viene tassata con un’aliquota fissa molto più bassa rispetto all’IRES/IRPEF ordinaria.

La misura è stata reintrodotta e prorogata per il 2026, con le stesse caratteristiche strutturali delle precedenti edizioni. L’obiettivo del legislatore è duplice: da un lato, semplificare il patrimonio societario liberandosi di asset non produttivi; dall’altro, favorire l’emersione di beni la cui plusvalenza, in regime ordinario, graverebbe pesantemente sul bilancio fiscale.

Chi può aderire: soggetti e beni ammessi

Possono beneficiare dell’agevolazione lesocietà di persone(Snc, Sas) e lesocietà di capitali(Srl, Spa, Sapa) che alla data del 30 settembre 2026 abbiano soci che risultassero tali al 30 settembre 2025. Questa condizione di “anzianità” societaria è fondamentale: eventuali nuovi soci entrati successivamente al 30 settembre 2025 non possono beneficiare dell’assegnazione agevolata.

I beni ammessi all’agevolazione sono:

  • Immobili non strumentali per destinazione, vale a dire immobili non direttamente utilizzati nell’attività d’impresa (uffici dati in locazione a terzi, abitazioni, terreni edificabili)
  • Beni mobili iscritti in pubblici registrinon strumentali
  • Partecipazioni in società, qualificate o non qualificate, che non siano di controllo o collegamento funzionale all’attività principale

Sono inveceesclusii beni strumentali per destinazione, ovvero quelli direttamente impiegati nell’esercizio dell’impresa.

L’imposta sostitutiva: come si calcola

Il cuore dell’agevolazione è l’imposta sostitutiva, che si applica in luogo di IRES, IRPEF e addizionali sulle plusvalenze emergenti dall’operazione. Le aliquote sono:

  • 8%per le società operative
  • 13%per le società non operative (cosiddette “società di comodo”)

La base imponibile è costituita dalladifferenza tra il valore normale del benee ilcosto fiscalmente riconosciutonel bilancio della società. Per gli immobili è possibile fare riferimento alvalore catastale rivalutatoanziché al valore di mercato, abbattendo significativamente la base imponibile. Il commercialista dovrà fare un’attenta simulazione comparando i due valori.

Le scadenze operative da rispettare

Il calendario delle scadenze è vincolante e va rispettato con precisione:

  • 30 settembre 2026: termine per approvare la delibera assembleare che dispone l’assegnazione o la cessione agevolata. Senza delibera entro questa data, l’agevolazione decade.
  • 30 settembre 2026: versamento del60% dell’imposta sostitutivadovuta tramite modello F24.
  • 30 novembre 2026: versamento del restante40% dell’imposta sostitutiva.

Gli effetti per il socio: la tassazione “in entrata”

Mentre la società beneficia dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze, occorre considerare anche laposizione fiscale del socio ricevente. Per i soci disocietà di capitali, il valore normale del bene assegnato al netto del costo fiscalmente riconosciuto dalla società configura una distribuzione di dividendi (ritenuta a titolo d’imposta del 26% per le persone fisiche non imprenditori). Per i soci disocietà di persone, l’agevolazione si estende alla quota di reddito attribuita per trasparenza. Un’analisi preventiva complessiva è essenziale per valutare la reale convenienza fiscale dell’operazione.

Il ruolo del commercialista: check-list operativa

Con pochi giorni a disposizione, il professionista deve muoversi tempestivamente:

  • ✓Mappatura dei beni non strumentalidetenuti dalla società (immobili, partecipazioni, altri beni)
  • ✓Verifica del requisito soggettivo: i soci erano già soci al 30 settembre 2025?
  • ✓Calcolo della plusvalenza potenziale: valore normale vs. costo fiscale; valutazione catastale alternativa per gli immobili
  • ✓Simulazione di convenienza: imposta sostitutiva (8% o 13%) vs. tassazione ordinaria
  • ✓Analisi dell’impatto per il socio: dividendi, costo fiscalmente riconosciuto del bene in capo al socio
  • ✓Redazione della delibera assembleare(atto scritto, eventualmente notarile per immobili)
  • ✓Calcolo e versamento del 60%dell’imposta sostitutiva entro il 30 settembre via F24
  • ✓Pianificazione del saldo(40%) entro il 30 novembre 2026

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Cosa fare adesso

Non c’è tempo da perdere. Con il 30 settembre a sette giorni di distanza, ogni giorno conta: la delibera deve essere predisposta, analizzata con il cliente, approvata e i versamenti calcolati. L’assegnazione agevolata è una delle poche opportunità in cui un’operazione fiscale straordinaria può rivelarsi realmente vantaggiosa per entrambe le parti — la società che si “alleggerisce” di asset non produttivi e il socio che li riceve a un costo fiscale contenuto. Ma questa finestra ha una scadenza rigida e non prorogabile.

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