La scadenza del 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica) si avvicina e con essa l’obbligo per milioni di contribuenti di versare il secondo acconto IRPEF e IRES. Per i commercialisti, questo è il momento decisivo: consigliare il metodo giusto ai propri clienti può fare la differenza tra un esborso eccessivo e un risparmio di liquidità significativo. Ecco la guida operativa completa.
La scadenza e chi è obbligato al versamento
Il secondo acconto delle imposte sui redditi deve essere versato entro il 30 novembre di ciascun anno. Nel 2026, poiché il 30 novembre cade di domenica, la scadenza è prorogata automaticamente al 1° dicembre 2026 (lunedì).
Sono obbligati al versamento tutti i soggetti che dichiarano un’imposta superiore alla soglia minima:
- Persone fisiche (IRPEF): obbligo se l’imposta lorda 2025 supera 51,65 euro
- Società di capitali (IRES): obbligo se l’imposta 2025 supera 20,66 euro
- Soggetti ISA: nessuna modifica alle aliquote standard per il secondo acconto
La percentuale di acconto è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente (metodo storico) oppure dell’imposta prevista per l’anno in corso (metodo previsionale).
Metodo storico: quando conviene la semplicità
Il metodo storico è quello di default, utilizzato automaticamente dalla quasi totalità dei sostituti d’imposta. Il calcolo è semplice:
- IRPEF: si versa il 100% dell’imposta netta risultante dal modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025), al netto delle ritenute subite
- IRES: 100% dell’imposta a debito del 2025
- IRAP: 100% del saldo IRAP 2025, se superiore a 20,66 euro
Il metodo storico conviene ai clienti il cui reddito 2026 è stabile o in crescita rispetto al 2025: in questo caso non vi è rischio di sanzioni da ravvedimento e si evita il problema delle stime.
Per commercialisti e tax manager
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Scopri Libra →Metodo previsionale: quando e come applicarlo
Il metodo previsionale consente di versare un acconto inferiore allo storico, basandosi sulla stima dell’imposta prevista per il 2026. È indicato quando il reddito imponibile 2026 sarà inferiore a quello 2025 per cause oggettive e documentabili.
Casi tipici in cui il previsionale conviene:
- Calo significativo di fatturato o compensi professionali nel 2026
- Cessazione di una fonte di reddito (locazione scaduta, partecipazione ceduta)
- Maggiori detrazioni o deduzioni nel 2026 (figli a carico, spese sanitarie rilevanti)
- Perdite su operazioni finanziarie o immobiliari
- Imprese che hanno beneficiato di proventi straordinari nel 2025 non ripetibili
Attenzione al rischio da sottostima: se l’acconto previsionale versato risulta inferiore al 100% dell’imposta effettivamente dovuta per il 2026, scattano sanzioni del 30% sull’importo non versato, oltre agli interessi. Per questo motivo il commercialista deve documentare con cura la base della stima.
IRES premiale 2026: effetti sul calcolo dell’acconto
Una novità importante per le società di capitali riguarda l’IRES premiale al 20% introdotta dalla riforma fiscale 2026. Le imprese che destinano una quota di utili a investimenti produttivi e nuove assunzioni possono beneficiare dell’aliquota ridotta del 20% al posto del 24% ordinario.
Ai fini dell’acconto novembre 2026, le imprese che intendono applicare l’IRES premiale devono stimare con attenzione l’imponibile 2026 e verificare il rispetto dei requisiti. Se si opta per il previsionale con aliquota al 20%, un eventuale mancato rispetto dei requisiti comporterà il conguaglio con l’aliquota ordinaria al saldo di giugno 2027.
Check-list operativa per lo studio professionale
Con la scadenza del 1° dicembre 2026 in avvicinamento, lo studio professionale deve avviare subito l’analisi per ciascun cliente. Ecco la check-list operativa:
- Recupera il modello Redditi 2026 e calcola l’acconto storico (rigo RN34 per IRPEF)
- Stima il reddito 2026: aggiorna i dati contabili a settembre/ottobre e proietta l’imponibile di fine anno
- Confronta storico vs previsionale: se il previsionale è inferiore di almeno il 20%, valuta il risparmio concreto
- Verifica l’applicabilità dell’IRES premiale: requisiti di investimento, assunzioni, distribuzione utili
- Calcola i codici tributo F24: 4034 per IRPEF, 2002 per IRES, 3813 per IRAP
- Comunica al cliente: prima del 15 novembre, invia prospetto con importi e date
Strumenti digitali per gestire l’acconto in modo efficiente
La complessità del calcolo — amplificata dalla molteplicità di clienti da gestire in parallelo — rende indispensabile l’adozione di strumenti digitali. Libra, la banca dati con AI di Wolters Kluwer, consente di accedere in tempo reale a circolari, risoluzioni e guide operative sul calcolo degli acconti, con la certezza di consultare fonti ufficiali aggiornate.
Per la gestione integrata del flusso dichiarativo, ONE Fiscale AI automatizza il calcolo degli acconti partendo direttamente dai dati del modello Redditi, riducendo il rischio di errori manuali. Anche IPSOA In Pratica offre guide pratiche aggiornate sulle scadenze di novembre con esempi di calcolo previsionale.
Per i commercialisti e studi professionali, disporre delle banche dati con AI giuste significa rispondere con precisione e tempestività alle domande dei clienti in un periodo fiscalmente intenso.
Riepilogo scadenze di novembre-dicembre 2026
| Adempimento | Scadenza |
|---|---|
| Comunicazione riduzione acconto (dipendenti con sostituto) | 12 ottobre 2026 |
| Versamento secondo acconto IRPEF/IRES | 1° dicembre 2026 |
| Versamento secondo acconto IRAP | 1° dicembre 2026 |
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L’acconto novembre 2026 è una scadenza che non ammette improvvisazione. Con quasi due mesi di tempo a disposizione, lo studio professionale ha la possibilità di pianificare con calma, raccogliere i dati aggiornati e ottimizzare la scelta del metodo di calcolo per ogni cliente.
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