Con il messaggio n. 2540 del 3 agosto 2026, l’INPS ha fornito chiarimenti attesi da tempo sul diritto alla NASpI per i lavoratori che si dimettono per sottrarsi a stalking o violenza di genere. L’istituto riconosce ora in modo esplicito che queste dimissioni possono configurare una dimissione per giusta causa, aprendo l’accesso alla tutela previdenziale anche a chi abbandona volontariamente il posto di lavoro per ragioni di sicurezza personale.
La notizia è particolarmente rilevante per i Consulenti del Lavoro, le funzioni HR aziendali e i datori di lavoro che si trovano a gestire situazioni di questo tipo, spesso con grande incertezza procedurale. Una vittima di stalking che lascia il lavoro per tutelarsi non dovrebbe pagare anche il prezzo della perdita di reddito: ora l’INPS ha chiarito che non deve farlo.
Cosa Prevede il Messaggio INPS 2540/2026
Il messaggio dell’INPS interviene su un tema delicato: tradizionalmente, le dimissioni volontarie escludono il diritto alla NASpI, riservata ai lavoratori che perdono involontariamente il proprio impiego. La giusta causa costituisce l’eccezione principale a questa regola generale.
Con il messaggio 2540/2026, l’INPS chiarisce che le dimissioni rassegnate per sottrarsi a episodi di violenza o atti persecutori — incluso lo stalking proveniente anche da soggetti esterni all’ambiente di lavoro, come un ex partner — possono essere riconosciute come dimissioni per giusta causa, aprendo quindi al diritto alla NASpI.
Il principio: la sicurezza personale prevale sul vincolo contrattuale
La posizione dell’istituto si fonda su un principio chiaro: quando la prosecuzione del rapporto di lavoro diventa impossibile o fortemente pregiudizievole per l’equilibrio psicofisico della persona a causa di violenza o stalking, il recesso dal contratto non può essere trattato alla stregua di una scelta libera e volontaria.
Non si tratta di “volere lasciare il lavoro”, ma di essere costretti a farlo per ragioni di incolumità personale. È questa costrizione che la legge — e ora l’INPS in modo esplicito — riconosce e tutela.
Chi ha Diritto alla NASpI: i Requisiti
Il diritto alla NASpI per dimissioni legate a stalking o violenza non è automatico: devono essere soddisfatte condizioni specifiche, sia soggettive che documentali. Le strutture territoriali INPS valutano ogni caso nel merito, sulla base delle istruzioni contenute nel messaggio 2540/2026.
Requisiti soggettivi
- Il lavoratore deve essere vittima documentata di stalking (art. 612-bis c.p.) o violenza di genere
- Gli episodi devono incidere significativamente sull’equilibrio psicofisico della vittima
- Deve risultare documentato il nesso causale tra la situazione di violenza/stalking e la decisione di dimettersi
- La fonte della violenza può essere esterna all’azienda (es. ex partner, familiare violento): non è necessario che il contesto lavorativo sia direttamente coinvolto
Requisiti documentali
La documentazione da raccogliere prima o contestualmente alle dimissioni è fondamentale. Il messaggio INPS indica come elementi utili:
- Denuncia penale o querela per atti persecutori/violenza
- Certificazioni mediche o psicologiche che attestino il disagio psicofisico
- Provvedimenti del giudice (ammonimenti, divieti di avvicinamento, ordini di protezione) se presenti
- Segnalazioni ai centri antiviolenza o ai servizi sociali
- Qualsiasi documentazione che attesti in modo circostanziato e oggettivo la situazione
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La procedura per richiedere la NASpI in questi casi segue le istruzioni operative contenute nel messaggio 2540/2026 e le regole generali della prestazione.
Tempistiche: i 68 giorni
La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Rispettare questa scadenza è fondamentale: il mancato rispetto comporta la perdita del diritto o la riduzione del periodo di indennità spettante. Il consiglio operativo per i CDL è di avvisare immediatamente il lavoratore interessato non appena si prospetta la cessazione del rapporto in queste circostanze.
Modalità di presentazione
La domanda si presenta telematicamente attraverso:
- Il portale myINPS con SPID, CIE o CNS
- Tramite un Consulente del Lavoro o un patronato abilitato
- I Contact Center INPS
Valutazione caso per caso
Le strutture territoriali INPS sono tenute a valutare singolarmente ogni domanda sulla base della documentazione presentata. Non esiste un automatismo: ogni situazione viene analizzata nel merito, con possibile richiesta di documentazione integrativa. È quindi essenziale che il fascicolo documentale sia completo fin dalla prima presentazione.
Cosa Cambia per CDL e Funzioni HR
Il messaggio INPS 2540/2026 ha implicazioni pratiche immediate per i professionisti che gestiscono i rapporti di lavoro.
Per i Consulenti del Lavoro
I CDL che assistono lavoratrici o lavoratori in situazioni di vulnerabilità devono ora includere questa possibilità nella propria consulenza. Spesso le vittime di violenza o stalking non sanno di avere diritto alla NASpI nonostante le dimissioni, rinunciando così a una tutela economica fondamentale nel momento più difficile della loro vita.
È importante informare i clienti lavoratori sulla necessità di raccogliere tempestivamente la documentazione — denuncia, certificati medici, provvedimenti giudiziari — prima o contestualmente alle dimissioni, così da costruire il fascicolo necessario per la domanda. Il CDL può anche assistere nella predisposizione della domanda e nella verifica dei requisiti.
Per le funzioni HR e i datori di lavoro
Il datore di lavoro non è direttamente coinvolto nel riconoscimento della NASpI — quella è competenza INPS — ma può supportare il lavoratore nella raccolta di documentazione interna (comunicazioni, segnalazioni, richieste di trasferimento o protezione) utile nella valutazione della domanda.
Nei casi in cui lo stalking o la violenza coinvolgano il contesto lavorativo (molestie da parte di colleghi o superiori), il datore di lavoro ha invece obblighi specifici nell’ambito delle normative sulla sicurezza e sulle molestie sul luogo di lavoro, che si affiancano — e non sostituiscono — la tutela previdenziale della NASpI.
Il Quadro Normativo di Riferimento
Il riconoscimento della NASpI in questi casi si inserisce in un quadro normativo progressivamente più attento alla protezione delle vittime di violenza di genere:
- D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22: disciplina la NASpI e le condizioni di accesso
- Art. 612-bis c.p.: reato di atti persecutori (stalking)
- Codice Rosso (L. 69/2019): rafforzamento delle tutele per le vittime di violenza domestica e di genere
- Messaggio INPS n. 2540 del 3 agosto 2026: chiarimenti operativi sul riconoscimento della giusta causa
Impatto Pratico: i Numeri da Tenere a Mente
La NASpI, una volta riconosciuta, garantisce al lavoratore una indennità mensile pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L’importo si riduce del 3% al mese a partire dal quinto mese (sesto per i lavoratori con almeno 55 anni).
Per una lavoratrice o un lavoratore che lascia il lavoro per sfuggire a una situazione di violenza, questo importo può rappresentare una differenza concreta nella capacità di ricostruire la propria vita in sicurezza economica.
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Conclusione
Il messaggio INPS 2540 del 3 agosto 2026 rappresenta un passo importante verso una tutela più concreta delle vittime di violenza e stalking costrette a lasciare il proprio posto di lavoro. Chiarisce in modo inequivocabile che la sicurezza personale è una causa di forza maggiore che giustifica le dimissioni, con pieno accesso alla NASpI.
Per i professionisti HR e i Consulenti del Lavoro, conoscere questa novità significa poter assistere adeguatamente persone vulnerabili in uno dei momenti più difficili della loro vita: non solo un obbligo professionale, ma un contributo concreto alla tutela della dignità lavorativa.
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