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Versamenti ISA: le scadenze di luglio e agosto 2026 che non puoi perdere

Il conto alla rovescia è partito. Per tutti i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) — ma anche per i forfetari, i minimi e i soci di società trasparenti — la finestra per versare le imposte senza alcuna maggiorazione si chiude il 20 luglio 2026. Chi non rispetta questa data, potrà ancora pagare entro il 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo: il doppio rispetto all’anno scorso.

Quella che sembra una proroga di favore nasconde un dettaglio cruciale che molti studi professionali stanno ancora metabolizzando. Vediamo tutto ciò che c’è da sapere per gestire correttamente le scadenze di questi giorni caldi di luglio.

Il quadro normativo: DL 89/2026

La proroga trova il suo fondamento nell’art. 6 del Decreto Legge n. 89 del 22 maggio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 dello stesso giorno. Il provvedimento — noto anche come “Decreto Caro Petrolio quater” — ha introdotto un pacchetto di misure urgenti su più fronti (carburanti, accise, crediti d’imposta per agricoltura e autotrasporto) e ha incluso il differimento dei versamenti ISA tra le disposizioni fiscali.

La norma è chiara: i versamenti che ordinariamente scadevano il 30 giugno 2026 sono prorogati al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione. La possibilità di versare entro il 30° giorno successivo (ovvero entro il 20 agosto 2026, tenendo conto della sospensione ferragostana) comporta invece l’applicazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo.

Attenzione: si tratta di un interesse corrispettivo, non di una sanzione. Questo significa che non si cumula con ulteriori penali per ritardo, ma va applicato sull’intero importo da versare.

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Chi è interessato dalla proroga?

La proroga si applica a una platea ampia di contribuenti:

  • Contribuenti soggetti agli ISA che dichiarano ricavi o compensi entro la soglia prevista dal relativo decreto ministeriale
  • Soggetti con cause di esclusione dagli ISA (ad esempio, chi ha iniziato l’attività nel periodo d’imposta, chi si trova in regime di liquidazione, ecc.)
  • Contribuenti in regime forfetario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014)
  • Contribuenti in regime dei minimi
  • Soci di società di persone, associazioni professionali e società di capitali in regime di trasparenza (artt. 5, 115 e 116 TUIR), purché la società partecipata possieda i requisiti ISA

Quali versamenti rientrano nella proroga?

L’elenco dei versamenti prorogati è ampio e comprende tutti quelli che ordinariamente scadevano entro il 30 giugno 2026:

  • Saldo IRPEF e prima rata acconto IRPEF 2026
  • Saldo IRES e prima rata acconto IRES 2026
  • Saldo IRAP e prima rata acconto IRAP 2026
  • IVA annuale a saldo (risultante dalla dichiarazione)
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF
  • Contributi INPS (artigiani, commercianti, gestione separata)
  • Diritto annuale alla Camera di Commercio aggiuntivo

La proroga NON riguarda invece: i versamenti periodici IVA mensili o trimestrali in corso d’anno, né le ritenute operate dai sostituti d’imposta. Questi restano soggetti alle scadenze ordinarie.

Il calendario delle scadenze: luglio e agosto 2026

Per chiarire definitivamente il quadro, ecco le date che devono essere segnate in rosso su ogni agenda fiscale:

  • Entro il 20 luglio 2026: versamento senza alcuna maggiorazione (in sostituzione della scadenza ordinaria del 30 giugno)
  • Dal 21 luglio al 20 agosto 2026: versamento con maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo
  • Dopo il 20 agosto 2026: tardivo con sanzioni ordinarie (ravvedimento operoso)

La novità 2026: il costo del rinvio raddoppia

Negli anni precedenti, la proroga per i soggetti ISA era sostanzialmente gratuita: chi sceglieva di pagare entro il 30° giorno successivo alla scadenza prorogata applicava una maggiorazione dello 0,40%. Per il 2026, invece, questa maggiorazione è salita allo 0,80%. Il costo dell’attesa, quindi, raddoppia.

Questo cambiamento è tutt’altro che marginale per studi professionali e imprese che gestiscono un elevato numero di posizioni fiscali. La valutazione della convenienza del rinvio va quindi rifatta con il metro di questo anno, considerando che chi versa entro il 20 luglio non paga nulla in più.

Cosa comporta per i commercialisti e i consulenti fiscali?

Per i commercialisti e i dottori commercialisti che assistono una clientela diffusa di soggetti ISA, forfetari e minimi, luglio 2026 è uno sprint operativo di grande intensità. Alcuni spunti pratici:

  • Verifica della categoria del cliente: non tutti i contribuenti rientrano nella proroga. Occorre verificare caso per caso se il cliente ha i requisiti ISA o appartiene alle categorie escluse (contribuenti con ricavi superiori alla soglia, enti non commerciali puri, ecc.)
  • Calcolo della maggiorazione: per i clienti che scelgono di dilazionare al 20 agosto, l’0,80% si calcola sull’intero importo lordo da versare, indipendentemente dalla rateazione
  • Attenzione alle rateazioni: chi ha optato per il pagamento rateale deve rispettare le rate successive secondo il nuovo calendario spostato
  • Non recuperabile chi ha già pagato: il DL 89/2026 esclude espressamente qualsiasi rimborso per chi ha già versato entro i termini ordinari del 30 giugno

Impatto sulle imprese e le partite IVA

Per le PMI e le partite IVA in regime forfetario, questa è anche la stagione dei conti con l’Agenzia delle Entrate sui redditi 2025. Molti imprenditori e professionisti si ritrovano a dover gestire simultaneamente il saldo dell’anno scorso e il primo acconto del 2026, in un momento in cui i flussi di cassa estivi non sempre sono favorevoli.

La proroga al 20 luglio offre un respiro supplementare di tre settimane rispetto alla scadenza ordinaria del 30 giugno. Chi invece ha già provveduto nei tempi ordinari non ha diritto ad alcun rimborso della maggiorazione eventualmente applicata.

Per le società di capitali in regime di trasparenza fiscale (art. 115-116 TUIR) la situazione è analoga: la proroga si applica ai soci che dichiarano redditi di partecipazione da società che possiedono i requisiti ISA, anche se i soci stessi non svolgono attività soggette a ISA.

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In uno scenario di scadenze ravvicinate e calcoli che richiedono precisione, disporre degli strumenti software adeguati fa la differenza tra una gestione fluida e un’operatività sotto pressione.

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Conclusioni: tre giorni per decidere

Con la scadenza del 20 luglio 2026 ormai imminente, chi non ha ancora versato si trova di fronte a una scelta concreta: pagare entro domenica (senza costi aggiuntivi) oppure attendere fino al 20 agosto applicando lo 0,80% sull’importo dovuto. Non è una decisione puramente tecnica: dipende dalla liquidità disponibile, dalla pianificazione del flusso di cassa estivo e — per i professionisti — dalle priorità operative dello studio nelle prossime settimane.

Quel che è certo è che i margini di incertezza sono azzerati: la norma è chiara, le date sono fissate, e il costo del rinvio è esattamente il doppio rispetto all’anno scorso.

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