L’Iperammortamento 2026 è finalmente pronto a partire. Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025, commi 427-436) e la firma del decreto attuativo MIMIT-MEF del 4 maggio 2026, manca soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per dare il via a uno degli incentivi più attesi dalle imprese italiane. Con la conversione del DL Fiscale 2026 in vigore dal 23 maggio, il quadro normativo si è completato: le imprese possono già prepararsi ad accedere all’agevolazione.
La misura si rivolge in particolare alle PMI e alle grandi imprese che investono nella trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma Industria 4.0: macchinari interconnessi, robot, sistemi di manifattura additiva, software avanzati e beni per la produzione di energia rinnovabile. Una ripartenza con visione pluriennale, attiva fino al 30 settembre 2028.
Come funziona l’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante (ai fini IRES e IRPEF) applicata agli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Non si tratta di un credito d’imposta diretto, ma di una deduzione fiscale ripartita nel periodo di ammortamento del bene: un meccanismo che rende il bene “fiscalmente più costoso” di quanto effettivamente acquistato, generando un risparmio fiscale che si spalma negli anni.
Il beneficio si attiva a partire dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione di completamento degli investimenti, a condizione che il bene sia entrato in funzione nel medesimo periodo d’imposta e che il GSE abbia comunicato l’esito positivo delle verifiche.
Le aliquote: quanto vale il beneficio?
Il beneficio è graduato in funzione dell’entità dell’investimento effettuato in ciascuna annualità:
- 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro
- 50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro
In termini pratici, un’impresa che investe 1 milione di euro in macchinari 4.0 potrà dedurre fiscalmente 1,8 milioni di euro, con un risparmio d’imposta (IRES al 24%) di circa 192.000 euro spalmati sul periodo di ammortamento. Un incentivo significativo, soprattutto per le PMI che investono in automazione e digitalizzazione.
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Scopri Libra →I beni agevolabili: cosa rientra nell’Iperammortamento 2026
Rientrano nell’agevolazione due categorie di investimenti, elencate negli Allegati IV e V alla Legge n. 199/2025:
1. Beni strumentali 4.0
Si tratta dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale: macchine interconnesse, robot industriali, sistemi di manifattura additiva (stampa 3D), software avanzati di gestione della produzione, sistemi di visione artificiale e molto altro. L’interconnessione al sistema aziendale è un requisito essenziale per l’ammissibilità del bene all’agevolazione.
2. Beni per l’autoproduzione di energia rinnovabile
Una novità rispetto ai precedenti incentivi 4.0: rientrano anche i beni materiali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, collegati alla struttura produttiva. Il dimensionamento degli impianti non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
Il nodo del cloud: le trattative sono ancora aperte per includere i software in modalità cloud tra i beni ammissibili. La stessa Presidente Meloni ha espresso apertura all’idea e Confindustria spinge in questa direzione. Un’eventuale estensione amplierebbe significativamente la platea dei beneficiari.
Come si accede: la procedura GSE in tre fasi
L’accesso all’Iperammortamento 2026 avviene tramite la piattaforma informatica del GSE ed è articolato in tre fasi obbligatorie:
Fase 1 – Comunicazione preventiva
L’impresa trasmette una comunicazione preventiva con i dati identificativi, la tipologia e l’ammontare degli investimenti pianificati, la data prevista di interconnessione o di entrata in funzione del bene. Questo passaggio apre ufficialmente la pratica presso il GSE.
Fase 2 – Comunicazione di conferma
Entro 60 giorni dalla ricezione dell’esito positivo del GSE, l’impresa trasmette la conferma dell’investimento, indicando data e importo del pagamento corrispondente ad almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, con i riferimenti alle relative fatture.
Fase 3 – Comunicazione di completamento
Al completamento degli investimenti, l’impresa trasmette la comunicazione di completamento, corredata da:
- la perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritti ai rispettivi albi, o da un ente di certificazione accreditato, che attesta le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione;
- la certificazione contabile redatta da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale, che attesta l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili.
La comunicazione di completamento deve essere trasmessa entro il 15 novembre 2028. Le imprese sono inoltre tenute a inviare comunicazioni periodiche annuali: entro il 20 gennaio di ciascun anno con i dati sugli investimenti effettuati, ed entro il 30 giugno con il piano di ammortamento.
Controlli, decadenza e recupero
Il GSE effettua verifiche documentali sulla sussistenza dei requisiti tecnici e dei presupposti per l’agevolazione. L’impresa decade dal beneficio in caso di: cessione a titolo oneroso del bene senza sostituzione idonea, assenza dei requisiti di ammissibilità, mancata conservazione della documentazione, false dichiarazioni o impossibilità di effettuare i controlli. In caso di indebita fruizione, il GSE comunica all’Agenzia delle Entrate le ragioni per il recupero dell’importo, maggiorato di interessi e sanzioni.
Cosa significa per Commercialisti, CDL e Imprese
Per i Commercialisti
L’Iperammortamento 2026 richiede una consulenza integrata: pianificazione fiscale (IRES/IRPEF), verifica dell’ammissibilità dei beni, assistenza nella predisposizione della documentazione per il GSE e monitoraggio delle comunicazioni annuali. La certificazione contabile che accompagna la comunicazione di completamento è un incarico professionale specifico che richiede la firma di un revisore legale o di una società di revisione. Gestisci le pratiche dei tuoi clienti con Libra e rimani aggiornato su norme e prassi con ONE Fiscale.
Per le PMI e le imprese
Per le imprese, l’iperammortamento rappresenta un’opportunità concreta di ridurre il carico fiscale investendo in tecnologia. Con l’aliquota del 180% sulla prima fascia (fino a 2,5 milioni), il risparmio d’imposta è equivalente a un contributo di circa il 43% dell’investimento per chi è soggetto ad IRES al 24%. Una misura pensata soprattutto per le PMI che vogliono competere attraverso la digitalizzazione e l’automazione. Scopri i servizi dedicati su agenziewki.it/pmi e agenziewki.it/corporate.
Per i Consulenti del Lavoro
Sebbene si tratti di un incentivo fiscale, la digitalizzazione e l’automazione dei processi produttivi hanno impatti diretti sull’organizzazione del lavoro: aggiornamento delle mansioni, formazione dei dipendenti, eventuali riqualificazioni. Il Consulente del Lavoro può affiancare l’impresa nella gestione delle ricadute occupazionali degli investimenti 4.0. Approfondisci le risorse per CDL su agenziewki.it/consulenti-lavoro.
Come prepararsi subito: la checklist per le imprese
In attesa della pubblicazione in GU del decreto attuativo, le imprese e i loro consulenti possono già:
- Individuare i beni strumentali presenti in programma di investimento e verificarne l’inclusione negli Allegati IV e V alla L. n. 199/2025;
- Pianificare il budget degli investimenti per fascia di agevolazione (fino a 2,5M, tra 2,5M e 10M, tra 10M e 20M);
- Individuare il revisore legale o la società di revisione per la futura certificazione contabile;
- Iniziare a raccogliere la documentazione tecnica sui beni in ottica di perizia asseverata;
- Monitorare la pubblicazione in GU del decreto attuativo MIMIT-MEF per l’apertura della piattaforma GSE.
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L’Iperammortamento 2026 è una delle misure di politica industriale più importanti degli ultimi anni: un’occasione per le imprese italiane di investire in competitività con un significativo vantaggio fiscale. Prepararsi oggi significa essere pronti quando la piattaforma GSE apre i battenti. Per una consulenza personalizzata su come sfruttare al meglio questa agevolazione, contattaci.