Il 31 ottobre 2026 scadono gli ultimi invii della Certificazione Unica: poiché il 31 cade di sabato, il termine effettivo è lunedì 2 novembre 2026. Chi non ha ancora trasmesso le CU escluse dal modello 730 all’Agenzia delle Entrate rischia 100 euro di sanzione per ogni CU omessa. In apertura la checklist in 7 punti per completare gli invii senza errori.
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Checklist CU 2026: 7 controlli per non sbagliare l’invio del 2 novembre
- Verificare in Entratel quali CU risultano ancora da inviare (rientrano quelle escluse dalla precompilata 730).
- Controllare i dati anagrafici del percettore: codice fiscale, residenza, data di nascita.
- Verificare la tipologia di reddito: lavoro autonomo art. 53 non sanitario, collaborazioni coordinate, provvigioni, redditi diversi art. 67.
- Verificare che le ritenute operate corrispondano ai versamenti F24 (causale 1040 per lavoro autonomo, 1038 per collaborazioni).
- Creare il file telematico e validarlo con la funzione di controllo Entratel prima dell’invio.
- Inviare entro lunedì 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato, termine posticipato per legge).
- Conservare ricevuta di consegna Entratel e file .enc inviato per almeno 5 anni.
Il doppio calendario della Certificazione Unica 2026
La CU si invia in due finestre temporali distinte. La prima scadenza era il 31 marzo 2026: entro quella data i sostituti d’imposta dovevano consegnare la CU ai percettori e trasmettere telematicamente all’Agenzia le certificazioni contenenti dati per la precompilata 730. La seconda scadenza — 31 ottobre, effettiva 2 novembre 2026 — riguarda le CU escluse dalla precompilata.
Rientrano in questo secondo invio le CU relative a:
- redditi di lavoro autonomo art. 53 TUIR (non sanitario) e redditi assimilati;
- collaborazioni coordinate e continuative non usate nel 730;
- provvigioni e compensi di tipo commerciale;
- redditi diversi art. 67 TUIR non precompilabili;
- CU annullate e sostituite dopo marzo 2026.
Il motivo del rinvio al 2 novembre: il 31 ottobre 2026 cade di sabato; in base all’art. 7 del D.P.R. 435/2001, il termine si sposta al primo giorno feriale successivo, che è lunedì 2 novembre (il 1° novembre, Ognissanti, è già domenica nel 2026).
Sanzioni: 100 euro per ogni CU omessa o errata
L’art. 11, comma 1, D.Lgs. 471/1997 fissa la sanzione in 100 euro per certificazione, senza cumulo giuridico tra violazioni omogenee. Il massimo per sostituto è 50.000 euro. La sanzione si applica sia alle CU non trasmesse sia a quelle con dati incompleti o errati che non vengono rettificate entro la scadenza.
Il ravvedimento operoso consente di ridurre la sanzione:
- entro 90 giorni dalla scadenza: 1/9 del minimo → 11,11 euro per CU;
- entro 1 anno: 1/8 del minimo → 12,50 euro per CU.
Per studi o aziende con decine di collaboratori autonomi, il rischio moltiplicato per ogni certificazione rende urgente verificare la completezza degli invii nei prossimi giorni.
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Il metodo più rapido è accedere al Cassetto Fiscale del sostituto oppure confrontare le ricevute Entratel delle trasmissioni già effettuate con il registro dei compensi assoggettati a ritenuta. Ogni compenso soggetto a ritenuta dovrebbe corrispondere a una CU: eventuali disallineamenti segnalano CU mancanti o errate.
Un controllo incrociato efficace: verificare che le ritenute dichiarate nelle CU corrispondano ai versamenti F24 effettuati. Se la ritenuta risulta nella CU ma non è stata versata (o viceversa), l’anomalia va risolta prima dell’invio — altrimenti il contribuente incorre in problemi in fase di liquidazione dell’imposta.
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Annullamenti e sostituzioni: come procedere entro il 2 novembre
Il termine di ottobre include anche la trasmissione di CU rettificative. Se dopo marzo è emerso un errore nei dati (codice fiscale sbagliato, importo errato, tipologia di reddito non corretta), è necessario procedere con un’operazione di annullamento e sostituzione prima della scadenza. La procedura:
- Identificare il codice univoco della CU errata nella ricevuta Entratel originale.
- Creare una CU di annullamento con tipo record “A” e lo stesso codice univoco.
- Trasmettere l’annullamento.
- Creare e trasmettere la CU sostitutiva corretta.
- Informare il sostituito della rettifica e aggiornargli la copia.
Le CU annullate e sostituite che contengono dati precompilabili possono aver generato difformità nel 730 del contribuente: in questi casi è opportuno avvisare il lavoratore o collaboratore.
Il check finale prima di premere “invia”
Prima della trasmissione, verificare:
- Codice fiscale: deve corrispondere esattamente al dato anagrafico; anche un’unica cifra sbagliata genera CU errata.
- Tipologia reddito: assicurarsi di aver selezionato la casella corretta nel modello.
- Ritenute operate vs versate: le ritenute nella CU devono coincidere con i versamenti F24.
- Validazione Entratel: usare sempre la funzione di controllo prima dell’invio per intercettare anomalie formali.
- Soglie minime: i compensi inferiori a 25,82 euro per alcune tipologie sono esenti da CU — ma verificare caso per caso con le istruzioni ministeriali.
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Cosa fare se si scopre un errore dopo il 2 novembre
Se l’errore emerge dopo la scadenza, la rettifica rimane tecnicamente possibile ma genera sanzione ordinaria di 100 euro, riducibile con ravvedimento operoso. È consigliabile agire appena possibile: quanto prima si invia la CU sostitutiva, tanto più bassa è la sanzione da ravvedimento. L’Agenzia delle Entrate non emette automaticamente avvisi per le CU omesse — ma un controllo incrociato con le dichiarazioni dei redditi dei percettori può far emergere le anomalie anche a distanza di tempo.
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