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Dal 3 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate ha attivato un nuovo servizio web che segna una svolta importante per chi gestisce infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici: è ora possibile registrare i propri “Server energia” direttamente online sul portale istituzionale. Una novità che avvia il countdown verso il 23 giugno 2026, data in cui si aprirà il canale ufficiale per la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Il provvedimento non riguarda solo i grandi operatori del settore energy: coinvolge in maniera diretta commercialisti, consulenti fiscali e professionisti che assistono clienti con colonnine di ricarica, nonché le PMI e le aziende che hanno installato punti di ricarica a uso interno o commerciale.

Il quadro normativo: da dove nasce l’obbligo

La trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per i gestori di colonnine di ricarica è disciplinata dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2025, che ha definito le informazioni da trasmettere e le regole tecniche per l’accesso al sistema. La comunicazione stampa del 3 giugno 2026 ha sancito l’apertura del servizio di censimento, dando il via alla fase operativa.

La ratio della norma è chiara: equiparare, ai fini IVA e della tracciabilità fiscale, i servizi di ricarica dei veicoli elettrici agli altri esercizi commerciali soggetti all’obbligo di corrispettivi elettronici. In sostanza, la colonnina di ricarica EV diventa un punto cassa a tutti gli effetti, con gli stessi adempimenti di qualsiasi altro terminale di vendita.

Le scadenze operative: cosa fare e quando

La timeline è precisa e i termini sono stringenti. Ecco i passaggi chiave:

  • Dal 3 giugno 2026 — È disponibile il servizio web per il censimento dei “Server energia” all’interno del portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. I gestori possono iniziare subito le operazioni di accredito e registrazione.
  • Dal 23 giugno 2026 — Si apre il canale di trasmissione dei dati. Da questa data decorrono i 45 giorni per l’invio retroattivo dei dati.
  • Entro il 6 agosto 2026 — Scade il termine di 45 giorni per trasmettere i corrispettivi registrati dal 1° gennaio al 31 maggio 2026. È la prima grande scadenza operativa.
  • A regime (da giugno 2026 in poi) — I dati dei corrispettivi mensili devono essere trasmessi entro la fine del mese successivo a quello di riferimento. Il primo invio “a regime” (dati di giugno 2026) dovrà quindi arrivare entro il 31 luglio 2026.

Attenzione: le due scadenze si sovrappongono parzialmente. Il gestore che inizia a trasmettere a fine luglio dovrà gestire contemporaneamente l’invio retroattivo (dati gen-mag 2026) e il primo invio ordinario (dati giugno 2026).

Per imprese e PMI

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Come registrare i “Server energia”: la procedura passo dopo passo

Il “Server energia” è il dispositivo — fisico o virtuale — che memorizza e trasmette i corrispettivi generati dalle colonnine di ricarica. Per adempiere all’obbligo è necessario:

  1. Accreditarsi al portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa, il gestore può delegare un intermediario abilitato (tipicamente il proprio commercialista o consulente fiscale).
  2. Censire i propri Server energia nell’apposita sezione del portale, inserendo i dati tecnici e identificativi di ciascun dispositivo.
  3. Trasmettere i corrispettivi secondo i tracciati e le specifiche tecniche definite dal provvedimento del 12 dicembre 2025. I dati includono data, importo, IVA e identificativo del punto di ricarica.

La norma consente esplicitamente che le operazioni siano effettuate “anche tramite un intermediario”: questo significa che il commercialista o il consulente fiscale del gestore può operare direttamente, con delega formale del cliente.

Chi è coinvolto: un settore in rapida espansione

Il mercato delle infrastrutture di ricarica in Italia è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. L’obbligo fiscale riguarda una platea molto ampia e variegata:

  • Operatori di charging point (CPO): aziende specializzate che gestiscono reti di colonnine pubbliche o semi-pubbliche.
  • Grande distribuzione e retail: supermercati, centri commerciali e catene di distribuzione che offrono ricarica ai clienti.
  • PMI e aziende: imprese che hanno installato colonnine negli spazi aziendali o nei parcheggi, anche se destinate ai propri dipendenti, qualora siano soggette a corrispettivi.
  • Gestori di parcheggi: operatori di aree sosta che integrano la ricarica EV come servizio aggiuntivo.
  • Hotel, alberghi e strutture turistiche: sempre più presenti nel settore per attrarre clientela con veicoli elettrici.

Per commercialisti e consulenti del lavoro che seguono queste categorie di clienti, è urgente verificare se ricadono nell’obbligo e avviare per tempo le procedure di accredito, anche considerando che la scadenza del 6 agosto cade in piena estate.

Impatto IVA e implicazioni fiscali

Dal punto di vista IVA, la trasmissione telematica dei corrispettivi per le colonnine di ricarica segue le stesse logiche già in vigore per la grande distribuzione e gli altri operatori di corrispettivi elettronici. L’aliquota IVA applicabile alle prestazioni di ricarica dei veicoli elettrici è ordinariamente il 22%, salvo specifiche fattispecie agevolate.

È importante sottolineare che la trasmissione dei corrispettivi non sostituisce gli altri adempimenti IVA ordinari (liquidazione periodica, dichiarazione annuale), ma si aggiunge come flusso informativo autonomo verso l’Agenzia delle Entrate, finalizzato alla tracciabilità in tempo reale delle operazioni.

Per i gestori che finora hanno gestito manualmente o con sistemi non integrati i corrispettivi delle colonnine, questo è anche il momento giusto per dotarsi di strumenti software adeguati che automatizzino la raccolta, il consolidamento e la trasmissione dei dati. La compliance IVA digitale non è più un optional: è un requisito operativo.

Come prepararsi: consigli pratici per professionisti e imprese

Per affrontare questa scadenza senza ritardi o sanzioni, ecco alcune azioni immediate da mettere in agenda:

  • Mappare le colonnine: identificare tutti i punti di ricarica gestiti, verificando se generano corrispettivi soggetti all’obbligo di trasmissione.
  • Verificare i Server energia esistenti: alcuni sistemi di gestione delle colonnine integrano già funzionalità di trasmissione fiscale; altri richiedono aggiornamenti o nuovi dispositivi.
  • Accreditarsi subito: non aspettare il 23 giugno — la registrazione dei Server energia è già aperta dal 3 giugno, ed è opportuno completarla prima dell’apertura del canale di trasmissione.
  • Organizzare i dati storici: raccogliere i corrispettivi da gennaio a maggio 2026 in formato compatibile con i tracciati AdE per essere pronti all’invio entro il 6 agosto.
  • Valutare la delega a un intermediario: se il gestore non ha le competenze tecniche interne, affidarsi a un commercialista o consulente abilitato è la soluzione più sicura.

Strumenti digitali per la compliance: non improvvisare

Adempimenti come questo confermano che la digitalizzazione fiscale è ormai pervasiva e riguarda settori sempre più trasversali. Per commercialisti e imprese che vogliono gestire con efficienza la compliance IVA — corrispettivi, fatturazione elettronica, liquidazioni — è fondamentale disporre di piattaforme integrate e aggiornate in tempo reale.

Soluzioni come ONE Fiscale di Wolters Kluwer e la banca dati Libra offrono aggiornamenti normativi costanti, dottrina e prassi commentata, supportando professionisti e aziende nel navigare le novità fiscali — come questa sulle colonnine di ricarica — con competenza e tempestività.

Per le imprese che vogliono capire quali obblighi si applicano al loro specifico caso o come strutturare la procedura di trasmissione, il supporto di un professionista qualificato è essenziale. Visita la sezione dedicata alle soluzioni per Commercialisti, PMI e Corporate per scoprire gli strumenti più adatti.

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La scadenza del 6 agosto 2026 si avvicina. Agire adesso significa non correre il rischio di sanzioni e impostare sin da subito un processo strutturato per gli adempimenti futuri.

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